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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




             4.  L’aspetto bellico
                  Benchè le province calabresi rimasero poco considerate dalle dinamiche
             belliche, almeno sino al 1943 (con l’esclusione dei bombardamenti che, già dal
             1940 e a ondate regolari, avevano colpito i principali centri della regione) , la
                                                                                    (19)
             Legione CC.RR. di Catanzaro, sin dal novembre 1942, aveva iniziato ad inten-
             sificare la difesa costiera. Fu pertanto giocoforza necessaria l’istituzione di un
             numero consistente di posti fissi, dipendenti dalle Stazioni Carabinieri, princi-
             palmente nelle località marittime regionali al fine di avere una copertura quasi
             totale della costa in vista di un possibile sbarco alleato .
                                                                 (20)
                  Al netto delle problematiche in materia di ordine e sicurezza pubblica,
             prima  già  affrontate,  diversi  erano  anche  i  compiti  di  polizia  militare  che  i
             Carabinieri ponevano in essere, già prima dello sbarco alleato:
                    vigilanza e protezione di obiettivi sensibili (porti e aeroporti su tutti);
                    sorveglianza di treni e tradotte;
                    smistamento di prigionieri di guerra nemici, servizio di corrispondenza .
                                                                                      (21)
                  La progressiva fine delle operazioni belliche in Tunisia e la maggiore vici-
             nanza della “linea del fronte” aveva provocato anche un progressivo aumento,
             almeno a partire dal Maggio 1943, dei bombardamenti alleati sulle principali
             città e rotabili calabresi. Gli attacchi alleati difficilmente trovavano una forte
             risposta da parte dei paesi dell’Asse che, né mediante la propria aviazione, né
             tantomeno con la contraerea, riuscivano a contrastare l’operato nemico. E, con
             l’avvicinarsi delle truppe avversarie, aumentò anche il rischio di infiltrazioni di
             agenti nemici che, in avanscoperta, potessero effettuare sabotaggi o anche mere
             raccolte  di  informazioni.  A  tal  fine,  già  dal  20  Luglio  1943,  il  comando  del
             XXXI Corpo d’Armata aveva emesso l’ordinanza n. 2 con cui si intimava alla
             popolazione che incontrasse un forestiero o abbia comunque notizia della presenza
             […] di nemici sia paracadutisti scesi dal cielo, sia sbarcati dal mare di denunciarne la
             presenza al comando dell’Arma più vicino .
                                                      (22)
                  La situazione sociale, specialmente nelle città, era particolarmente difficile
             anche perché, a quanto riferisce il colonnello Dibilio ovunque quasi tutte le autorità,
             funzionari, impiegati, cittadini investiti di mansioni di pubblico interesse avevano abbandonato
             (19)  Nando Castagna, Estate 1943 - I Bombardamenti Alleati Su Catanzaro. Un’inutile strage terroristica,
                  Catanzaro, Titani Editori, 2017.
             (20)  F. Parisi, op. cit., p. 188. Si veda anche in ASAC, Documentoteca, scatola 122, fascicolo 12,
                  Mobilitazione e partecipazione alle operazioni dei Posti Fissi della Legione per il periodo 1940-1944.
             (21)  ASAC, AS, Fondo Museo Storico, b. 479, il Comandante della Legione CC.RR. di Catanzaro,
                  colonnello Dibilio, 15 Luglio 1942.
             (22)  Testo dell’Ordinanza riportato, ex plurimis in Nando Castagna, Teresina Rechichi, Salvatore
                  Scalise,  1943,  La  Divisione  “Mantova”  in  Calabria.  Le  operazioni  militari  sul  territorio  calabrese.
                  Catanzaro, Associazione culturale “Calabria in Armi”, 2018, p. 34.

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