Page 77 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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I CARABINIERI REALI IN CALABRIA NEL 1943
Le proteste iniziarono nel vibonese. Così già il 9 settembre 1943, a
Limbadi circa trecento persone appartenenti alla popolazione locale che da sette
giorni […] era senza pane protestarono sotto la sede del Comune invitando il
Sindaco ad accompagnarli da alcuni proprietari terrieri locali, ritenendo che
tenessero nascosti cereali e grano. La protesta, che tracimò in vero e proprio
saccheggio di abitazioni (sei le persone ferite nei tafferugli, tra cui il podestà che
ricevette una pietra al volto), fu domata solo dopo alcune ore dai Carabinieri
accorsi che denunciarono sedici persone . Tra i principali protagonisti della
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rivolta che aizzarono al tumulto e alla sparatoria di moschetti e fucili diversi futuri espo-
nenti del locale partito comunista. I tre principali capipopolo vennero condan-
nati poi dal Tribunale di Vibo Valentia e amnistiati in Appello .
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Tre giorni dopo, il 12 settembre, analoghe proteste, da parte di circa quat-
trocento persone, nella vicina Joppolo. Qui la folla, guidata da due sottufficiali para-
cadutisti assaltò l’abitazione del segretario comunale e il locale municipio. Al
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termine dell’azione, che non vide fortunatamente feriti, i Carabinieri denuncia-
rono cinquantatre persone . Il 18 ottobre, a Curinga, circa trecento persone
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invasero il municipio, asportando documentazione e dandogli fuoco assieme a
parte del mobilio rinvenuto e “buttato dai balconi”. Mentre i dimostranti si stava-
no recando nella vicina esattoria giunsero i Carabinieri con i quali scoppiò un vero
conflitto a fuoco fatto di colpi di fucileria e “qualche bomba a mano” da ambo le
parti. Un Carabiniere rimase lievemente ferito, trentuno dimostranti vennero
denunciati, dieci dei quali in stato di arresto.
Calabria all’indomani dell’8 settembre 1943 in Rivista calabrese di Storia del ‘900, n. 2/2013, pp. 179-
196; Pantaleone Sergi, La Calabria liberata. Tra ripresa democratica e dinamiche conservatrici, rintraccia-
bile sul sito dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea
in https://www.icsaicstoria.it/wp-content/uploads/2018/02/Sergi_Calabria_liberata-2.pdf
(URL consultata il 10 giugno 2023); Manoela Patti, Il pane americano. La politica alleata degli
ammassi in Sicilia (1943-1945) in Zapruder, n. 26, 2011, pp. 26-42; Mario Alcaro, Amelia
Paparazzo, Lotte contadine in Calabria (1943-1950), Cosenza, Lerici, 1976.
(12) ASAC, AS, Fondo Museo Storico, b. 479, Relazione cit.
(13) Tribunale Penale di Vibo Valentia, sentenza n. 59, udienza del 20 febbraio 1945. Corte
d’Appello di Catanzaro, Sentenza n. 415, udienza del 18 giugno 1947. Notizie sull’episodio
anche in Pantaleone Sergi, La Calabria all’indomani cit., p. 185 e id. La Calabria liberata cit., p. 217.
(14) P. Sergi, La Calabria liberata, op. cit., p. 218.
(15) ASAC, AS, Fondo Museo Storico, b. 479, Relazione cit., (La stessa è fonte, laddove non altri-
menti specificato, per tutti gli altri episodi). L’episodio di Joppolo è anche in National Archives
Record and Administration (NARA), College Park (Md) rg. 331, box 4206, Acc files
10214/115/37 dove si trova un rapporto dell’AMGOT sulla vicenda, poi in Caterina Pagano,
Joppolo e il suo circondario. Contributo per una storia, Catanzaro, Ursini editore, 1997, pp. 87-89;
Manoela Patti cit. e Enzo Misefari, La liberazione del sud. Con particolare riferimento alla Calabria,
Cosenza, Luigi Pellegrini editore, 1992, p. 30. Quest’ultimo, poi ripreso dalla Patti, parla di
un manifestante che, riuscito a fuggire dopo essere stato preso da un carabiniere e un finan-
ziere, fu da uno di questi due ucciso.
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