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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  L’arrivo degli Alleati, preannunciato da mesi di bombardamenti e distru-
             zioni, comportò per le istituzioni statali, comprese quelle deputate al controllo
             dell’ordine e della sicurezza pubblica (come i Carabinieri), il passaggio da un
             regime a un’occupazione militare, con la fase di transizione più difficile, proprio
             legata  all’anno  1943  (e  in  particolare  al  trimestre  luglio  -  settembre),  ove  i
             Carabinieri dovettero “rimboccarsi le maniche” e alzare l’asticella della propria
             professionalità, della propria fedeltà e della prossimità alla cittadinanza.


             2.  La Legione Carabinieri di Catanzaro nel 1943
                  La Legione CC.RR. di Catanzaro comprendeva, nel 1943, tutta l’odierna
             regione amministrativa Calabria, nelle sue tre provincie di Catanzaro, Cosenza e
             Reggio Calabria e l’attuale Provincia di Potenza. La sua forza effettiva superava
             le cinquemila unità , rispecchiando le esigenze di controllo di un territorio tanto
                              (1)
             vasto ma anche, evidentemente, la delicatezza della posizione geografica, soprat-
             tutto in quel fatidico anno. In realtà già dagli anni Trenta il comando Legione di
             Catanzaro era stato fortemente potenziato, in virtù della sempre difficile situa-
             zione dell’ordine e sicurezza pubblica, in particolare nell’area reggina .
                                                                              (2)
                  La Legione si suddivideva in:
                    39 Comandi di ufficiale (Gruppi, Compagnie e Tenenze, principalmente);
                    13 Sezioni;
                    323 Stazioni (un numero molto vicino a quello attuale).
                  L’ampiezza del reparto è testimoniata anche dai numerosi distaccamenti
             che la Legione, ancora nel 1943, forniva a numerose unità del Regio Esercito,
             principalmente con compiti di polizia militare e supporto (Nuclei o Sezioni
             addetti ai comandi di Corpo d’Armata, di Divisione, di comando tappa e perfi-
             no  del  Ministero  della  Guerra  a  Roma)  o  quale  concorso  ad  altre  unità
             dell’Arma  fuori  del  territorio  metropolitano.  Comandante  della  Legione  per
             tutto il 1943 fu il colonnello Umberto Dibilio .
                                                         (3)
             (1)  25 ufficiali, 863 sottufficiali (di cui 26 a cavallo) e 4.377 tra graduati e carabinieri (di cui 91 a cavallo,
                  471  ausiliari  e  189  aggiunti)  per  complessive  5.265  unità.  Così  in  Direzione  dei  Beni  Storici  e
                  Documentali  del  Comando  Generale  dell’Arma  dei  Carabinieri,  Archivio  Storico  dell’Arma  dei
                  Carabinieri, Archivio Storico, Fondo Museo Storico, busta 479 (da ora in poi ASAC, AS, Fondo Museo
                  Storico, b. 479), Memorie Storiche dell’anno 1943 della Legione territoriale dei Carabinieri Reali di Catanzaro.
             (2)  Francesca Parisi, L’Arma dei Carabinieri in Provincia di Reggio Calabria 1860 - 1970: presidio e ser-
                  vizio nel territorio, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2021, pp. 217-229.
             (3)  Ufficiale superiore di grande esperienza sia in patria che nelle colonie, dopo il secondo con-
                  flitto mondiale, in congedo, candidato non eletto nel collegio senatoriale di Latina, alle ele-
                  zioni politiche del 1953, tra le file del Partito Liberale Italiano, cfr. Antonia Liguori, Ceto diri-
                  gente e situazione economica in Provincia di Latina. Approccio alle fonti dell’Archivio di Gabinetto della
                  Prefettura in Silvana Casmirri (a cura di), Il ceto politico del Lazio nell’Italia repubblicana. Dinamiche
                  della rappresentanza e costruzione del consenso (1946 - 1963), Milano, Franco Angeli editore, 2011.

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