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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  In  sostituzione  di  Pòlito  viene  designato  l’Ispettore  Generale  di  P.S.
             Giuseppe Gueli. L’Arma resta assegnataria dei servizi di vigilanza e scorta. In
             vista del suo spostamento Mussolini così annota sul suo personale diario: Oggi
             27 agosto 1943, il tenente Faiola […] mi ha avvertito di prepararmi a un nuovo trasferi-
             mento che inizierà domattina alle quattro. Ha aggiunto che partiremo con l’idrovolante […
             ] ma non ha precisato la destinazione .
                                            (31)
                  Alle 04:00 del 28 agosto, a bordo di un idrovolante con le insegne della
             Croce Rossa, Mussolini, il tenente Faiola e il maresciallo Antichi lasciano La
             Maddalena;  il  velivolo  ammara  all’idroscalo  di  Vigna  di  Valle,  sul  lago  di
             Bracciano. Ad attendere il duce e la scorta vi sono Giuseppe Gueli, il maggiore
             dei Carabinieri Alberto Impellezzeri ed alcuni agenti. Il duce sale su un’autoam-
             bulanza militare. Il convoglio giunge ad Assergi verso le 13:30, ai piedi della
             funivia  per  Campo  Imperatore.  Nella  villetta  della  contessa  romana  Rosa
             Mascitelli, che viene requisita, Mussolini trascorre cinque giorni. L’albergo di
             Campo Imperatore, infatti, non è ancora disponibile a causa della presenza di
             alcuni villeggianti e di militari tedeschi lì convalescenti che dunque bisogna eva-
             cuare. Intanto, sin dalla sera del 26 agosto, un contingente di circa quaranta
             Carabinieri e trenta guardie di pubblica sicurezza attende il prigioniero in quella
                                                      (32)
             che il duce definì la più alta prigione del mondo , a quota 2.112 metri. Lì vi giunge
             nel pomeriggio del 2 settembre; gli è assegnata la camera n. 201, al piano supe-
             riore, mentre nella stanza adiacente si dispone il maresciallo Antichi. Nel corso
             del  suo  primo  periodo  di  detenzione  al  Gran  Sasso  lo  stato  d’animo  di
             Mussolini è quello di un uomo afflitto e demoralizzato che ha maturato un pro-
             fondo disinteresse verso le vicende politiche e militari di quei momenti. Scrive
             alla sorella Edvige che per quanto mi riguarda io mi considero un uomo per tre quarti
             defunto. Il resto è un mucchio di ossa e muscoli in fase di deperimento organico da dieci mesi
                         (33)
             a questa parte . Ed ancora il 24 agosto, in un biglietto indirizzato al tenente
             Faiola, si definisce questo morto di cui non si annuncia ancora il decesso . Il travaglio
                                                                           (34)
             del duce è poi alimentato dal pensiero sulla propria sorte.
                  Il 3 settembre viene firmato l’armistizio. Badoglio convoca Gueli chieden-
             dogli quale sia il livello di sicurezza che offre l’albergo e se la guarnigione a sor-
             veglianza di Mussolini sia in grado di respingere un attacco. Gueli rassicura
             Badoglio: Campo Imperatore è inespugnabile.
             (31)  A. Petacco, S. Zavoli, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., p. 126.
             (32)  Renzo De Felice, Mussolini e il Fascismo - La guerra civile 1943-1945, Torini, Einaudi, 1997, Vol.
                  VIII, p. 79.
             (33)  P. Monelli, Mussolini piccolo borghese cit., p. 247.
             (34)  Renzo De Felice, Mussolini e il Fascismo - La guerra civile 1943 - 1945, Torini, Einaudi, 1997-
                  1998 - Ed. speciale, Vol. VIII - supplemento de “Il Giornale”, 2015, p. 19.

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