Page 102 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Lo sviluppo della pellicola gli consegna un risultato inequivocabile: soldati
             armati attorno all’albergo. Bisogna agire immediatamente. Il generale Student
             riunisce i suoi più stretti collaboratori per stendere un piano d’azione. Student
             comunica a Skorzeny che adesso dovrà farsi da parte; saranno i paracadutisti del
             maggiore  Harald  Mors  a  liberare  Mussolini;  atterreranno  con  gli  alianti  a
             Campo Imperatore e si impadroniranno dell’albergo. Ma Skorzeny intende ad
             ogni costo partecipare all’azione e chiede al generale Student di aggregarsi uni-
             camente in veste di osservatore. La richiesta viene accettata con riluttanza. Per
             scongiurare uno scontro a fuoco con il presidio di vigilanza all’albergo, circo-
             stanza che avrebbe potuto attentare all’incolumità di Mussolini, i tedeschi deci-
             dono di procurarsi un ostaggio: è il generale Fernando Soleti, Comandante del
             Corpo dei metropolitani. A Campo Imperatore, intanto, dominano l’indecisio-
             ne e il dubbio; il contingente è ormai isolato, privo di disposizioni chiare e pre-
             cise. Gueli riceve dal Prefetto dell’Aquila la conferma che qualcosa sta per avve-
             nire. È informato di un imminente attacco tedesco. Il Prefetto viene rassicurato
             da Gueli stesso che così scrisse: Mi mostro sicuro del fatto mio e dico che non è il caso
                                                                              (37)
             di preoccuparsi. […] non dico nulla a Faiola per evitare che rinforzi il servizio .


             7.  La situazione sul Gran Sasso dopo l’armistizio
                  Il 10 settembre, a due giorni dalla liberazione del duce, Gueli riceve una
             telefonata dal Capo della polizia Senise il quale gli comunica che le primitive dispo-
             sizioni relative alla custodia di Mussolini restano immutate. Ciò significa che il duce non
             deve cadere vivo nelle mani di eventuali liberatori. Nel mentre, lo stato d’animo
             di Mussolini è peggiorato e il suo quadro psicologico è di forte prostrazione. L’11
             settembre, Gueli è convocato a L’Aquila per una riunione in Prefettura a cui par-
             tecipano il Prefetto, il Questore, il Comandante del presidio e il Comandante del
             Gruppo CC.RR. maggiore Giulio Cesare Curcio. Al rientro sul Gran Sasso rife-
             risce a Faiola che a L’Aquila sono molto preoccupati . Alle 03:00 del mattino
                                                                (38)
             del 12 settembre, Mussolini incarica il Carabiniere Gravetto, di guardia alla sua
             stanza, di recapitare una missiva al tenente Faiola: Caro Faiola, scusa il disturbo e
             lascia che - dopo un mese di vita in comune - ti dia del tu in quest’ora decisiva. Il caso ha voluto
             che proprio io prendessi la comunicazione ufficiale della radio tedesca, che ha detto letteralmente
             […] “…il maresciallo Badoglio ha promesso la consegna di Mussolini agli Alleati” […] Il
             fatto che tu non abbia ricevuto ordini in tal senso, fino ad oggi, non esclude che tu li possa rice-
             vere stanotte o domani. Tu sai, per dura esperienza, che cosa significhi cadere in mani nemiche.

             (37)  Ibidem, p. 30.
             (38)  R. Zangrandi, 1943: 25 luglio - 8 settembre cit., pp. 518-519.

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