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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Il minuscolo aereo deve trasportare Mussolini a Pratica di mare ove si
             imbarcherà su un altro aereo, destinazione Vienna.
                  Il gigantesco Skorzeny vuole a tutti i costi prendere posto sulla Cicogna e,
             così appesantito, l’aereo riesce a fatica a decollare grazie all’abilità del suo pilota.
             Un’ora e mezza dopo, Gerlach prende terra a Pratica di mare. La sera il duce
             arriva a Vienna da dove la mattina raggiunge Monaco di Baviera. All’aeroporto
             lo attendono un Fuehrer entusiasta, la moglie Rachele e i figli Vittorio, Romano
             e  Anna  Maria,  nonché  un  drappello  di  irriducibili  gerarchi.  Accolgono  un
             Mussolini dall’aspetto malato, ormai anziano, stanco, dominato dagli eventi  con il
                                                                                (45)
             volto segnato da un mesto sorriso […] il sorriso di un uomo […] consapevole di aver tra-
             scinato nel baratro la patria . La sera del 18 settembre il duce parlerà dai micro-
                                    (46)
             foni di Radio Monaco rivolgendosi agli italiani con voce flebile, quasi irricono-
             scibile, in un lungo e faticoso monologo ripercorrendo quei cinquanta giorni
             decisivi per le sorti d’Italia: è un fatto unico nella storia che un uomo il quale, come colui
             che vi parla, aveva per ventun anni servito il Re con assoluta, dico assoluta, lealtà, sia fatto arre-
             stare sulla soglia privata del Re, costretto a salire su un’autoambulanza della Croce Rossa col
             pretesto di sottrarlo ad un complotto, e condotto ad una velocità pazza, prima in una, poi in un’al-
             tra caserma dei carabinieri .
                                  (47)


             9.  Riflessioni dopo la guerra
                  Il 25 luglio 1958, nel suo intervento al Senato in occasione del 15° anni-
             versario della caduta del fascismo, il divenuto Senatore Angelo Cerica dichiarò
                                                                                      (48)
             che all’Arma dei Carabinieri, il 25 luglio, è costato feroci rappresaglie e dolorose perdite
             […] Noi eravamo soldati e non avevamo niente da vedere con i casi della diplomazia e della
             politica […] Prima di essere polizia, i Carabinieri sono e debbono essere soldati d’Italia e
             tali il Paese deve considerarli . Giovanni Dolfin, capo della segreteria del duce
                                     (49)
             durante la Repubblica di Salò, riportò nelle sue memorie Con Mussolini nella tra-
             gedia. 1943-1944 quanto da costui riferitogli il 7 novembre 1943: i Carabinieri, per
             quanto  ostili,  hanno  sempre  mantenuto  nei  miei  confronti  un  contegno  perfettamente
             corretto .
                   (50)
             (45)  Testimonianze del Maresciallo Antichi e del Vicebrigadiere Accetta in R. De Felice, cit.
             (46)  R. De Felice, Mussolini e il Fascismo - la guerra cit., p. 41 e segg..
             (47)  B. Mussolini, Storia di un anno: il tempo del bastone e della carota cit.
             (48)  Il tenente colonnello Giovanni Frignani e il capitano Raffaele Aversa saranno trucidati alle
                  fosse  ardeatine  il  24  marzo  1944  assieme  ad  altri  quattro  Ufficiali,  tre  Sottufficiali  e  tre
                  Carabinieri.
                                                                       a
             (49)  Senato della Repubblica, III Legislatura, resoconto stenografico della 15  seduta pubblica, p. 587.
             (50)  Armando Cillario, Parola di Benito, Milano, Mondadori, 1992, p. 53.
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