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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Nel suo promemoria, il tenente Faiola annotò che a poche ore dalla libe-
             razione di Mussolini: a tavola parlammo dell’eventualità di un intervento liberatore da
             parte germanica. Decidemmo, di pieno accordo, che avremmo ceduto senza contrastare in alcun
             modo . Scrisse Faiola il 4 giugno 1945 al Comando Generale dell’Arma che il
                 (42)
             12 settembre Gueli gli avrebbe detto che agire con molto prudenza significava per
             convenzione concordata precedentemente con il capo della polizia, che gli ordini erano stati cam-
             biati e che Mussolini doveva essere consegnato . Bisognava dunque evitare qualsiasi
                                                   (43)
             spargimento di sangue. Anche il maresciallo Antichi confermò questa versione:
             confermo nel modo più assoluto, senza tema di essere smentito, che i tedeschi scesero al Gran
             Sasso senza essere in alcun modo disturbati perché due giorni prima della liberazione di
             Mussolini, e cioè il 10 settembre 1943, era giunto alla base del Gran Sasso il Prefetto
             dell’Aquila Comm. Rodolfo Biancorosso, il quale ci informò che gli ordini che avevamo dove-
             vansi considerare aboliti e che nel caso giungessero i tedeschi per liberare Mussolini, dovevamo
             usare prudenza. Il che significava rimanere a braccia incrociate, comunicazione questa che mi
             venne trasmessa dal tenente Faiola Alberto e che estesi a tutti i componenti del distaccamento.


             8.  L’operazione “Quercia”: la liberazione di Mussolini
                  L’operazione “Quercia” ha inizio il 12 settembre. Alle 13:00, i paracadu-
             tisti decollano dall’aeroporto di Pratica di mare con dodici alianti; a bordo di
             uno  di  questi  prendono  posto  il  capitano  Skorzeny  e  l’ostaggio  Soleti.  Al
             comando delle truppe aviotrasportate c’è il tenente von Berlepsch. Verso le
             14:00, inoltre, una nutrita colonna tedesca guidata dal maggiore Mors, dotata
             di alcuni carri armati, si dirige verso la stazione a valle della funivia. Durante
             l’avvicinamento, la sola resistenza incontrata sarà quella della Guardia forestale
             Pasqualino Vitocco e del Carabiniere Giovanni Natale. Saranno le uniche vit-
             time  dell’operazione  “Quercia”.  Il  primo,  trovandosi  a  casa  in  licenza  ad
             Assergi, accortosi del passaggio dei tedeschi ed intuendo le loro intenzioni,
             cercò di raggiungere la caserma dei Carabinieri per avvisare dell’arrivo della
             colonna. Scoperto, venne raggiunto da una raffica di mitra e morì il giorno
             seguente  all’ospedale  di  L’Aquila.  Il  Carabiniere  Giovanni  Natale,  invece,
             appena scorti i tedeschi, non esitò a ingaggiare con loro un conflitto a fuoco
             venendo  inesorabilmente  colpito.  Sbaragliato  un  posto  di  blocco  dei
             Carabinieri, il maggiore Mors si impossessa della stazione a valle della funivia.
             Nello stesso istante gli alianti planano su Campo Imperatore nonostante il ter-
             reno impervio, disseminato di pietre e rocce.

             (42)  Ibidem, pp. 31-32.
             (43)  R. Zangrandi, 1943: 25 luglio - 8 settembre cit., p. 519.

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