Page 104 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Nel suo promemoria, il tenente Faiola annotò che a poche ore dalla libe-
razione di Mussolini: a tavola parlammo dell’eventualità di un intervento liberatore da
parte germanica. Decidemmo, di pieno accordo, che avremmo ceduto senza contrastare in alcun
modo . Scrisse Faiola il 4 giugno 1945 al Comando Generale dell’Arma che il
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12 settembre Gueli gli avrebbe detto che agire con molto prudenza significava per
convenzione concordata precedentemente con il capo della polizia, che gli ordini erano stati cam-
biati e che Mussolini doveva essere consegnato . Bisognava dunque evitare qualsiasi
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spargimento di sangue. Anche il maresciallo Antichi confermò questa versione:
confermo nel modo più assoluto, senza tema di essere smentito, che i tedeschi scesero al Gran
Sasso senza essere in alcun modo disturbati perché due giorni prima della liberazione di
Mussolini, e cioè il 10 settembre 1943, era giunto alla base del Gran Sasso il Prefetto
dell’Aquila Comm. Rodolfo Biancorosso, il quale ci informò che gli ordini che avevamo dove-
vansi considerare aboliti e che nel caso giungessero i tedeschi per liberare Mussolini, dovevamo
usare prudenza. Il che significava rimanere a braccia incrociate, comunicazione questa che mi
venne trasmessa dal tenente Faiola Alberto e che estesi a tutti i componenti del distaccamento.
8. L’operazione “Quercia”: la liberazione di Mussolini
L’operazione “Quercia” ha inizio il 12 settembre. Alle 13:00, i paracadu-
tisti decollano dall’aeroporto di Pratica di mare con dodici alianti; a bordo di
uno di questi prendono posto il capitano Skorzeny e l’ostaggio Soleti. Al
comando delle truppe aviotrasportate c’è il tenente von Berlepsch. Verso le
14:00, inoltre, una nutrita colonna tedesca guidata dal maggiore Mors, dotata
di alcuni carri armati, si dirige verso la stazione a valle della funivia. Durante
l’avvicinamento, la sola resistenza incontrata sarà quella della Guardia forestale
Pasqualino Vitocco e del Carabiniere Giovanni Natale. Saranno le uniche vit-
time dell’operazione “Quercia”. Il primo, trovandosi a casa in licenza ad
Assergi, accortosi del passaggio dei tedeschi ed intuendo le loro intenzioni,
cercò di raggiungere la caserma dei Carabinieri per avvisare dell’arrivo della
colonna. Scoperto, venne raggiunto da una raffica di mitra e morì il giorno
seguente all’ospedale di L’Aquila. Il Carabiniere Giovanni Natale, invece,
appena scorti i tedeschi, non esitò a ingaggiare con loro un conflitto a fuoco
venendo inesorabilmente colpito. Sbaragliato un posto di blocco dei
Carabinieri, il maggiore Mors si impossessa della stazione a valle della funivia.
Nello stesso istante gli alianti planano su Campo Imperatore nonostante il ter-
reno impervio, disseminato di pietre e rocce.
(42) Ibidem, pp. 31-32.
(43) R. Zangrandi, 1943: 25 luglio - 8 settembre cit., p. 519.
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