Page 29 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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ITALIA 1943.
DALLA DISGREGAZIONE DEL REGIME FASCISTA ALLA FIRMA DELL’ARMISTIZIO
Duce, che aveva ‘condotto l’Italia in guerra senza avere i mezzi necessari’, che aveva ‘affa-
mato e sacrificato il popolo’, ecc. nonché contro i tedeschi, i quali ‘non aiutano abbastanza
l’Italia oppure fanno i gradassi contro di noi’, ecc. Anche se era stato il momento di pro-
fonda emozione a trascinare i popolani ad un linguaggio tale, aggiungeva l’informatore,
pur tuttavia resta il fatto significativo che le critiche velenose e le imprecazioni piene d’odio
erano dirette soprattutto contro il Regime ed il Duce, ed attribuivano al Duce la responsabilità
del disastro. Fra la popolazione predominava una diffusa persuasione che la guerra dell’Italia
è già perduta, o che dopo la disfatta dell’Italia verrà la volta della Germania ed infine del
Giappone .
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Cinque giorni dopo, un’altra informativa dava una sintesi purgata degli insul-
ti e delle accuse contro il duce: Mussolini ha sempre barato al tavolo della storia: tutto
bleuff [sic]![…] esempio classico dell’ambizione dalle proporzioni senza limiti e senza freni
e dai metodi cinici. Pallone gonfiato o da gonfiare dai vari astutissimi Starace! Sicurezza ino-
culatagli dagli interessati, dalla sua infallibilità. [...] L’impero, l’alleanza con Hitler; la esal-
tazione, senza basi, della nostra preparazione militare; le rivendicazioni nazionali etc.etc.;
sono le prevedibili tappe verso la guerra... senza alcuna preparazione: o il DUCE è stato
ingannato o ha egli stesso ingannato la Nazione. Collaboratori efficienti non ha mai voluto
in nessun campo! Si è illuso sulla sua infinita capacità, aiutato soltanto dal suo infinito orgo-
glio: galloni, galloni e nient’altro! Si è permesso il dilagare di notizie scandalistiche circa la
sua vita privata in coincidenza col dissanguamento del popolo italiano. […] Ha compromesso
la Monarchia affidandola al destino effimero del Regime. Ha rovinato l’economia nazionale
e impoverito l’erario. Se viene a mancare lo stellone, Mussolini ha ridotto l’Italia in schiavitù,
che non ha precedenti nella plurisecolare storia. Egli dovrà pagare .
(36)
A metà giugno, Frignani inviò al Comando generale dell’Arma un prome-
moria nel quale riferiva che la maggioranza della popolazione considerava gli
appelli bellicosi del duce e del partito alla resistenza come “il riconoscimento
solenne del fallimento del sistema politico, industriale ed economico finora
seguito”; quanto “all’onore chiesto dal Partito di potenziare a tutelare la vita del
Paese non si è mancato di osservare, sia pure con una certa malignità, che,
prima di assumersi l’arduo compito di rinsaldare la compagine nazionale, il
Partito dovrebbe provvedere a se stesso, eliminando i dissensi che ne incrinano
l’azione e ne infirmano la potenza” .
(37)
Il 6 luglio, Frignani fece un dettagliato resoconto del rapporto tenuto dal
segretario federale dell’Urbe ai fiduciari dei gruppi rionali, dove l’argomento più
(35) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Affari Generali e
Riservati, Polizia Politica (1928-1944), busta 239, fascicolo Roma, rapporto del 20 luglio 1943.
(36) Ivi, rapporto del 24 luglio 1943.
(37) ASAC, D1198.1, promemoria del 16 giugno 1943.
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