Page 25 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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ITALIA 1943.
                     DALLA DISGREGAZIONE DEL REGIME FASCISTA ALLA FIRMA DELL’ARMISTIZIO



                    Il popolo italiano ha oggi l’occasione storica per dimostrare di quale tempra è fatto. Il
               problema è molto grave per noi. Si tratta di domandarsi se venti anni di regime fascista
               abbiano modificato le cose nella superficie, lasciando presso a poco eguali nella profondità.
               Lo vedremo entro il 1943. […] Il popolo italiano alla fine del 1943, che non è l’anno con-
               clusivo della guerra, ma è un anno decisivo, durante il quale si vedrà dove pende la bilancia,
               supererà tutte le prove .
                                  (23)
                    Ma nei mesi che seguirono, un mese dopo l’altro, sui fronti della guerra,
               ancora prima che sul fronte interno, il collaudo fu una serie di disfatte, mentre
               sulle città italiane gli Alleati infierivano con continui bombardamenti. Il 23 gen-
               naio, gli inglesi occuparono Tripoli. Nella relazione del mese di gennaio sul
               morale e sullo spirito dei reparti dell’esercito, il colonnello Benedetto Parziale
               osservava: Si prevede che le ripercussioni morali della perdita totale della Libia saranno
               forti. Non rimane all’Italia del suo impero coloniale che il possedimento di Rodi, la cui situa-
               zione militare non appare favorevole. I risultati di oltre un cinquantennio di politica coloniale
               cedono, così, di fronte alle potenze del nemico, che, disponendo di una poderosa quantità di
               mezzi, ha inesorabilmente attaccato le nostre posizioni, imponendo la sua iniziativa .
                                                                                     (24)
                    Con la perdita della Tripolitania, fra gli ufficiali e le truppe, rilevava a sua
               volta  il  colonnello  Guglielmo  Nasi,  comandante  della  Legione  territoriale
               Carabinieri di Cagliari il 25 gennaio, era “venuta meno la speranza che il con-
               flitto si concluda in breve tempo ed è opinione sempre più diffusa che esso
               richiederà nuovi e più gravi sacrifici”. Ed era venuta meno anche la speranza
               nella vittoria: “Per quanto caute, non mancano anche recriminazioni circa la
               preparazione e la condotta della guerra e si ha l’impressione che vada facendosi
               strada un senso di pessimismo perfino circa l’esito finale del conflitto” .
                                                                                    (25)
                    Il mese successivo, lo spirito degli ufficiali e delle truppe in Sardegna era
               ancora più depresso per l’andamento sfavorevole delle operazioni belliche su
               tutti i fronti: L’evacuazione di tutta la Libia, le intensificate incursioni aeree del nemico
               sulle  nostre  città,  i  successi  dell’offensiva  sovietica,  sono  valsi  a  scuotere  naturalmente  gli
               animi. Va diffondendosi il convincimento di una supremazia del nemico sempre più difficile
               a fronteggiare; si nutrono tuttavia speranze che nella prossima primavera la situazione possa
               mutarsi in meglio. La fama di imbattibilità di cui godeva l’esercito tedesco ha avuto sul fronte
               orientale un colpo, del quale negli ambienti militari si prevede la portata e che appare tale da
               rendere sensibili le difficoltà di totale sollecita ripresa da parte delle armate germaniche e di
               quelle alleate .
                          (26)

               (23)  Ivi, p. 142.
               (24)  ASAC, D1198.2, 1943.
               (25)  Ivi, Promemoria riservatissimo personale, Cagliari 25 gennaio 1943.
               (26)  Ibidem.

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