Page 27 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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ITALIA 1943.
DALLA DISGREGAZIONE DEL REGIME FASCISTA ALLA FIRMA DELL’ARMISTIZIO
Simile era la condizione generale del morale e dello spirito dei reparti
dell’esercito descritta dal colonnello Parziale nella relazione di giugno: “La
nostra situazione è giudicata con pessimismo dagli ambienti militari poiché le
condizioni interne e l’andamento della guerra sui vari fronti non appaiono tali
da ispirare molta fiducia nell’avvenire” .
(32)
Il pessimismo pervase definitivamente ufficiali e truppe italiane dopo il 10
luglio, quando si rivelò l’impotenza dell’Asse a resistere alla inarrestabile avanzata
degli Alleati. La relazione del colonnello Nuzzolo per il mese di luglio conteneva,
nelle sue considerazioni generali, una inappellabile sentenza di disfatta finale:
L’andamento delle operazioni in Sicilia incide sfavorevolmente sul morale dei quadri e delle
truppe, fra le quali affiora il dubbio che le forze dell’Asse non abbiano opposto agli invasori la
strenua difesa che era nei voti e nelle speranze generali. I repentini, molteplici sbarchi con l’im-
mediata perdita dei porti di Siracusa ed Augusta hanno provocato un senso di angoscia; com-
mentato con istupore il mancato intervento dei mezzi d’assalto della R. Marina nel momento
in cui gli avversari tenevano riunite in mare navi di ogni genere. I continui poderosi bombar-
damenti aerei sferrati su quasi tutto il territorio nazionale da parte delle forze anglo-americane,
fanno risaltare sempre più l’insufficienza quantitativa e qualitativa dell’aviazione dell’Asse: si
è detto perfino che contro l’attacco su Roma non abbia potuto agire che una trentina di caccia!
Alimentate dalla propaganda nemica corrono le voci più disparate sugli sviluppi delle opera-
zioni in Sicilia il cui territorio viene già considerato irrimediabilmente perduto. Dinnanzi a
tale situazione, palese è il senso di smarrimento che vince tutti gli ufficiali, i quali si domandano
se tutto quanto era umanamente possibile fare è stato effettivamente curato per potenziare ade-
guatamente le difese dell’isola e per rendere automatica ed efficace la reazione agli invasori .
(33)
Sette mesi dopo il discorso mussoliniano sul 1943, come l’anno della prova
decisiva per il regime fascista e il popolo italiano, il duce fece subire alla nazione
la più catastrofica bocciatura della sua storia, pagata con ingenti sacrifici di vite
umane e una disastrosa regressione nelle condizioni d’esistenza dell’intera popo-
lazione, che orami non voleva altro che la fine della guerra, imprecando aperta-
mente contro il regime e contro il duce. Le agitazioni e le proteste popolari erano
diventate più frequenti dopo il 1941, causate soprattutto dal continuo aumento
del costo della vita, dell’inflazione, dal razionamento e dalla penuria dei generi
alimentari, mentre prosperava il mercato nero, e diminuivano i salari reali. Al peg-
gioramento delle condizioni di vita quotidiana, si aggiunse il terrore per i deva-
stanti bombardamenti aerei su molte città della penisola, che si intensificarono
dopo il 1941, causando migliaia di vittime fra la popolazione e distruzione di
interi quartieri, con la conseguente interruzione di acqua, luce, gas e trasporti.
(32) Ivi, relazione del mese di giugno 1943.
(33) Ivi, relazione riservatissima del mese di luglio.
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