Page 31 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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ITALIA 1943.
DALLA DISGREGAZIONE DEL REGIME FASCISTA ALLA FIRMA DELL’ARMISTIZIO
assunto per ordine del re “del quale durante ventuno anni sono stato leale ser-
vitore e tale rimango” . Invece di farlo condurre nella località indicata, il duce
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deposto fu un prigioniero in custodia dei Carabinieri, trasferito prima a Ponza,
poi alla Maddalena, e infine sul Gran Sasso. Politicamente, Mussolini si consi-
derava “un defunto” .
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Il suo regime si disfece in poche ore. Il partito e la Milizia, dopo venti anni
di obbedienza cieca e assoluta ai comandi del duce, quando il duce scomparve
improvvisamente dalla scena, si dissolsero. Furono appena una diecina i fascisti
uccisi nei giorni successivi alla destituzione di Mussolini.
Il governo Badoglio, composto da militari, funzionari e tecnici, insediato
il 27 luglio, procedette subito allo smantellamento del regime totalitario e alla
liberazione degli antifascisti carcerati o confinati, senza consentire la libera cir-
colazione dei partiti politici, che si erano ricostituiti clandestinamente fin dal
1942, ma in nulla avevano contribuito al crollo del regime fascista.
La fine del governo mussoliniano era stata accolta con manifestazioni di
entusiasmo dalla popolazione, che credeva fosse anche la fine della guerra.
Invece, nell’assumere il governo, Badoglio annunciò la continuazione della
guerra al fianco dell’alleato germanico. Temendo un moto insurrezionale di
repubblicani e comunisti, il governo adottò subito una politica repressiva, vie-
tando comizi, assembramenti e cortei, ordinando alla forza pubblica si sparare
contro chi violava tale divieto: il risultato fu che fra il 25 e il 30 luglio furono
uccisi dalla forza pubblica 83 cittadini, 308 furono feriti e 1.114 arrestati .
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Ciò nonostante, riferiva Frignani il 7 agosto, la maggioranza dell’opinione
pubblica, “animata da profondo patriottismo”, considerava il governo Badoglio
“un organismo tecnico-militare imposto dalle contingenze, costituito da ottimi
elementi, e come tale, degno della grave missione che si è assunta”. Ma proprio
per la sua funzione contingente, la popolazione lo considerava un governo di
“transizione cui è commesso il gigantesco, preminente problema di conseguire
la soluzione onorevole e più conveniente possibile della guerra, nonché di sta-
bilire il nuovo assetto internazionale dell’Italia”.
Di conseguenza, proseguiva Frignani, il governo Badoglio non era ritenu-
to “il più adatto ad affrontare problemi squisitamente politici e organizzativi di
interesse nazionale che indubbiamente richiedono profondo esame e meditata
valutazione, e pertanto, ogni determinazione adottata in questo campo non
(41) Le due lettere furono pubblicate da Mussolini nel 1944, nel libro Storia di un anno. (Il tempo del
bastone e della carota), ora in B. Mussolini, Opera omnia cit., vol. XXXIV, pp. 257-259.
(42) Cfr. Renzo De Felice, Mussolini l’alleato. La guerra civile 1943-1945, Torino, Einaudi, 1997, pp. 3 ss.
(43) L’Italia nei quarantacinque giorni. 1943. 25 luglio - 8 settembre, Milano, Quaderni de Il movimento di
liberazione in Italia, 1969, pp. 382 ss.
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