Page 35 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 35
ITALIA 1943.
DALLA DISGREGAZIONE DEL REGIME FASCISTA ALLA FIRMA DELL’ARMISTIZIO
da parte del governo italiano della richiesta tedesca di trasferire subito in
Germania i cinquantamila prigionieri inglesi internati in Italia; l’allontanamento
dall’ambasciata germanica a Roma del principe Bismarck e del generale von
Rintelen, “unici elementi amici dell’Italia rimastivi”. Infine, vi era il “contegno
sempre più arrogante e provocatorio delle forze tedesche dislocate in Italia”.
Frignani faceva seguire altre notizie raccolte negli ambienti dello Stato
Maggiore, dove si cominciava “a pensare, sia pure con molta cautela, all’even-
tualità di una rottura con i tedeschi e conseguente nostro schieramento dall’op-
posta parte appena un “Casus belli” ne dia la possibilità”. Al tal proposito, il
tenente colonnello riteneva “utile riferire che il fermento tra la popolazione
contro i tedeschi è in aumento per i sentimenti di antipatia sempre covati, sia,
ora, in particolare, perché si sta diffondendo la convinzione che i tedeschi non
vogliono sgomberare Roma esponendo così la città al rischio di essere nuova-
mente bombardata”. Infine, nella conclusione del promemoria, l’attento osser-
vatore del Gruppo interno dei Carabinieri nella capitale, per la prima volta
diede notizia dell’armistizio: “Negli ambienti governativi, intanto, si parla di ela-
borazione in atto di una nuova compagine governativa, di concentrazione
nazionale, presieduta dalla Eccellenza Vittorio Emanuele ORLANDO, che
dovrebbe assumere il potere non appena firmato l’imminente armistizio” .
(52)
Nel periodo dalla disgregazione del regime fascista fino all’armistizio,
l’Arma dei Carabinieri Reali rimase fedele al re e al governo in carica, come lo
era stata nel ventennio della dittatura mussoliniana. Forza combattente e forza
di polizia, il comportamento complessivo dell’Arma fu simile a quello della
Legione territoriale Carabinieri Reali di Napoli, descritto nel rapporto redatto il
21 aprile 1944 dal comandante colonnello Mario Imassi: Nel 1943 la legione dovette
far fronte ad esigenze eccezionali in conseguenza dei numerosi compiti derivanti dallo stato di
guerra, che assolse tuttavia con il tradizionale impegno, superando le gravi difficoltà derivanti
soprattutto dalla insufficienza del personale e dei mezzi. Il mutamento di regime, verificatosi
il 25 luglio, trovò l’Arma della legione salda e serena al suo posto di lavoro, conscia della deli-
catezza del momento e delle ripercussioni che l’avvenimento portava nella vita della Nazione,
ed ovunque, con occhio vigile e mano ferma, contribuì a prevenire complicazioni e perturba-
menti all’ordine pubblico. Grave momento fu quello della dichiarazione dell’armistizio .
(53)
(52) Fu uno degli ultimi promemoria inviati dal tenente colonnello Frignani al Comando generale
prima dell’occupazione tedesca della capitale. Dopo aver partecipato alla organizzazione del
Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri, al comandio del generale Filippo Caruso,
Frignanti fu arrestato dai tedeschi il 23 gennaio 1944, insieme al capitano Raffaele Aversa e
il maggiore Ugo De Carolis. Imprigionati e torturati nel carcere delle SS in via Tasso, furono
assassinati, con altri nove carabinieri, nell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
(53) Ivi, ASAC, D120.10, Relazione sull’opera svolta dall’Arma della Legione di Napoli nel periodo 8 set-
tembre 1943 - 31 dicembre 1944.
31

