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ITALIA 1943.
                     DALLA DISGREGAZIONE DEL REGIME FASCISTA ALLA FIRMA DELL’ARMISTIZIO



               da  parte  del  governo  italiano  della  richiesta  tedesca  di  trasferire  subito  in
               Germania i cinquantamila prigionieri inglesi internati in Italia; l’allontanamento
               dall’ambasciata germanica a Roma del principe Bismarck e del generale von
               Rintelen, “unici elementi amici dell’Italia rimastivi”. Infine, vi era il “contegno
               sempre più arrogante e provocatorio delle forze tedesche dislocate in Italia”.
               Frignani  faceva  seguire  altre  notizie  raccolte  negli  ambienti  dello  Stato
               Maggiore, dove si cominciava “a pensare, sia pure con molta cautela, all’even-
               tualità di una rottura con i tedeschi e conseguente nostro schieramento dall’op-
               posta parte appena un “Casus belli” ne dia la possibilità”. Al tal proposito, il
               tenente colonnello riteneva “utile riferire che il fermento tra la popolazione
               contro i tedeschi è in aumento per i sentimenti di antipatia sempre covati, sia,
               ora, in particolare, perché si sta diffondendo la convinzione che i tedeschi non
               vogliono sgomberare Roma esponendo così la città al rischio di essere nuova-
               mente bombardata”. Infine, nella conclusione del promemoria, l’attento osser-
               vatore  del  Gruppo  interno  dei  Carabinieri  nella  capitale,  per  la  prima  volta
               diede notizia dell’armistizio: “Negli ambienti governativi, intanto, si parla di ela-
               borazione  in  atto  di  una  nuova  compagine  governativa,  di  concentrazione
               nazionale,  presieduta  dalla  Eccellenza  Vittorio  Emanuele  ORLANDO,  che
               dovrebbe assumere il potere non appena firmato l’imminente armistizio” .
                                                                                      (52)
                    Nel  periodo  dalla  disgregazione  del  regime  fascista  fino  all’armistizio,
               l’Arma dei Carabinieri Reali rimase fedele al re e al governo in carica, come lo
               era stata nel ventennio della dittatura mussoliniana. Forza combattente e forza
               di  polizia,  il  comportamento  complessivo  dell’Arma  fu  simile  a  quello  della
               Legione territoriale Carabinieri Reali di Napoli, descritto nel rapporto redatto il
               21 aprile 1944 dal comandante colonnello Mario Imassi: Nel 1943 la legione dovette
               far fronte ad esigenze eccezionali in conseguenza dei numerosi compiti derivanti dallo stato di
               guerra, che assolse tuttavia con il tradizionale impegno, superando le gravi difficoltà derivanti
               soprattutto dalla insufficienza del personale e dei mezzi. Il mutamento di regime, verificatosi
               il 25 luglio, trovò l’Arma della legione salda e serena al suo posto di lavoro, conscia della deli-
               catezza del momento e delle ripercussioni che l’avvenimento portava nella vita della Nazione,
               ed ovunque, con occhio vigile e mano ferma, contribuì a prevenire complicazioni e perturba-
               menti all’ordine pubblico. Grave momento fu quello della dichiarazione dell’armistizio .
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               (52)  Fu uno degli ultimi promemoria inviati dal tenente colonnello Frignani al Comando generale
                    prima dell’occupazione tedesca della capitale. Dopo aver partecipato alla organizzazione del
                    Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri, al comandio del generale Filippo Caruso,
                    Frignanti fu arrestato dai tedeschi il 23 gennaio 1944, insieme al capitano Raffaele Aversa e
                    il maggiore Ugo De Carolis. Imprigionati e torturati nel carcere delle SS in via Tasso, furono
                    assassinati, con altri nove carabinieri, nell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
               (53)  Ivi, ASAC, D120.10, Relazione sull’opera svolta dall’Arma della Legione di Napoli nel periodo 8 set-
                    tembre 1943 - 31 dicembre 1944.

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