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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Di capitolazione italiana non vi era alcun cenno nei promemoria inviati da
Frignani nei giorni fra il 4 e il 7 settembre, dove si dava ampio spazio alla tra-
scrizione degli scambi di messaggi fra l’ambasciata italiana a Berlino e il mini-
stero degli Esteri, riguardanti i rifornimenti di materie prime da parte tedesca e
la condotta dei comandi tedeschi in Italia .
(51)
Alla possibilità di un armistizio vi era tuttavia un accenno nel promemoria
del 5 settembre, dopo lo sbarco degli anglo-americani in Calabria, avvenuto il
giorno stesso dell’armistizio: Frignani infatti riferiva che lo sbarco, “sebbene atte-
so”, aveva prodotto fra la popolazione “viva impressione e sgomento, poiché si
ritiene che l’azione in Calabria sia soltanto secondaria e che sia imminente l’azio-
ne principale nel napoletano o in altro punto della costa tirrenica”: La evidente
incapacità di resistenza da parte delle nostre forze armate aumenta la deprecazione generale per
la continuazione di una guerra distruttrice e senza speranza e acuisce sempre più l’ostilità verso
l’alleato germanico, nel quale tutti identificano l’unico ostacolo alla cessazione delle ostilità. Da
sicura fonte si apprende che erano state iniziate conversazioni con il governo del Reich perché
fosse consentito all’Italia di chiedere l’armistizio agli anglo-sassoni. I rappresentanti germanici
hanno bruscamente ed energicamente respinto ogni proposta in tal senso. Pertanto, tra le nostre
più alte autorità si temerebbe da un giorno all’altro un atto di forza dei tedeschi.
Due giorni dopo, forse un barlume di speranza su una possibilità di pace
per l’Italia, traspariva dalle notizie che Frignani aveva raccolto negli ambienti
militari e in quelli del ministero degli Esteri, dove si parlava delle “evoluzioni
della politica estera che la Germania potrebbe provocare per salvarsi da una
totale disfatta”. Vi erano due correnti nel Reich “disposte a dare sul piano poli-
tico altro corso alla guerra”, entrambe concordi nel presupporre “insanabili
divergenze tra anglo-sassoni e sovietici”: Infatti, una rappresenterebbe il pensiero del
Grande Stato Maggiore, propenso a concludere una pace con gli anglo-sassoni per formare poi
un grande fronte unico europeo contro il pericolo bolscevico. L’altra invece farebbe capo ad
esponenti nazisti, che, vista la impossibilità di battere la Russia e di tener nel contempo fronte
alle offese anglo-sassoni, sarebbero proclivi ad un accordo con i sovietici per poi marciare insie-
me contro gli anglo-sassoni. Per quanto riguardava i rapporti fra il governo del Reich
e il governo Badoglio, Frignani segnala vari motivi contrasto fra i rispettivi Stati
Maggiori su diverse questioni: “la condotta della guerra in Italia, “le difficoltà
opposte dai tedeschi alla realizzazione delle condizioni necessarie per far rico-
noscere dal nemico Roma città aperta”; le “connivenze tra elementi nazisti e
fascisti a danno del governo Badoglio”, che avevano provocato un “energico
passo” del ministro degli Esteri Guariglia presso il governo tedesco, ricevendo
“una dura e minacciosa risposta di Von Ribbentrop”; il mancato accoglimento
(51) ASAC, D1198.1, promemoria del 4, 5 e 7 settembre 1943.
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