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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
La stessa constatazione fece il colonnello Italo Nuzzolo, comandante della
Legione del Lazio: “l’andamento generale della guerra, i particolari dei bombar-
damenti subiti dalle città italiane e l’evacuamento di Tripoli hanno profonda-
mente rattristato gli ufficiali e sensibilmente affievolito la fede nella vittoria che
aveva finora animato l’Esercito” .
(27)
In aprile, la speranza di un miglioramento della situazione bellica per
l’Asse era svanita, mentre si era rafforzata l’opinione che “neppure le piazzefor-
ti di Tunisi e Biserta le truppe italo-tedesche potranno opporre una lunga resi-
stenza sia a causa del loro morale fortemente scosso da una lunga serie di rove-
sci, sia per la schiacciante superiorità delle forze avversarie” .
(28)
Il 5 maggio, il duce ricevette a palazzo Venezia il nuovo direttorio del PNF.
Nel pomeriggio, dopo il discorso di Scorza all’Adriano, i gerarchi raggiunsero
la folla che gremiva piazza Venezia, alla quale il duce rivolse poche parole, evo-
cando l’adunata per la conclusione trionfale della campagna d’Etiopia: “La
grande impresa non è finita. È semplicemente interrotta. Io so, io sento che
milioni e milioni di italiani soffrono di un indefinibile male, che si chiama il
male d’Africa. Per guarirne non c’è che un mezzo: tornare. E torneremo” .
(29)
Tre giorni dopo, Tunisi e Biserta furono occupate dagli Alleati. “L’epilogo
della campagna africana di Tunisia, per quanto da tempo previsto e anticipato
dalle parole del DUCE al balcone di Palazzo Venezia il 5 corrente, ha profon-
damente rattristato gli ufficiali commossi dall’epica resistenza opposta al nemi-
co preponderante per uomini e mezzi” .
(30)
Un mese dopo, gli anglo-americani occuparono Pantelleria e Lampedusa,
senza incontrare alcuna resistenza da parte delle forze italiane. “La recente
caduta delle isole di Pantelleria e Lampedusa - riferiva il comandante della
Legione CC del Lazio - ha profondamente rattristato tutti i militari”: Per quanto
nessuno si facesse illusioni sulle possibilità di una resistenza prolungata, soprattutto per la
nota mancanza di risorse idriche, vivo e generale è stato il rammarico per l’abbandono delle
due isole sui cui, prima del conflitto, era stata richiamata l’attenzione del pubblico a proposito
del loro apparato difensivo. È convinzione generale che gli anglo-americani, conseguito il com-
pleto controllo del Canale di Sicilia, tenderanno all’occupazione della Sicilia e della Sardegna
per crearsi solide basi aereo-navali da cui offendere le coste tirreniche della penisola e meridio-
nali francesi .
(31)
(27) Ivi, Relazione riservatissima del mese di febbraio 1943.
(28) Ivi, colonnello Benedetto Parziale, Relazione del mese di aprile 1943.
(29) B. Mussolini, Opera omnia cit., XXXI, p.178.
(30) ASAC, D1198.2, colonnello Italo Nuzzolo, Relazione riservatissima del mese di maggio 1943.
(31) Ivi, colonnello Italo Nuzzolo, Relazione riservatissima del mese di giugno 1943.
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