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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Specialmente nella capitale, gli insuccessi militari italiani provocavano criti-
             che “aspre contro i responsabili della situazione, che il pubblico, quantunque
             sprovvisto di elementi di giudizio, crede di individuare nelle varie alte personalità
             militari o politiche e che secondo i desideri della massa popolare dovrebbero
             quanto meno essere allontanate dalle loro cariche”. L’opinione pubblica riponeva
             la speranza nel “nostro alleato, il cui diretto aiuto è considerato come unico rime-
             dio  alle  nostre  sfortunate  vicende” .  Nei  mesi  successivi,  dall’osservatorio
                                                (13)
             dell’Arma si seguiva l’oscillazione dello spirito pubblico secondo l’andamento
             delle operazioni belliche, con l’alternarsi di successi e insuccessi, mentre persiste-
             va, aggravandosi, “il disagio economico sia per l’alto costo della vita sia per la
             penuria di alcuni generi alimentari (pane, pasta, grassi, ecc.)” . In aprile, i suc-
                                                                       (14)
             cessi militari delle forze dall’Asse in Jugoslavia e in Grecia, e soprattutto la ricon-
             quista  della  Cirenaica,  rialzarono  “decisamente  il  morale  della  popolazione”,
             orientata verso “le più favorevoli prospettive” con la previsione di “fatti nuovi,
             capaci di risolvere il conflitto a non lunga scadenza” Una fiammata di ottimismo
             fu suscitata dalle “recenti folgoranti vittorie, culminate con la resa dell’armata
             greca dell’Epiro e della Macedonia”: “È generale la sensazione che, con gli attuali
             successi, l’Italia abbia superato la fase grigia della guerra”, anche se nella situazio-
             ne interna si aggravava il malcontento per le “inevitabili asprezze dell’economia
             di guerra”, soprattutto fra i ceti a reddito fisso “le cui condizioni di vita peggio-
             rano in diretto rapporto col progressivo rincaro dei prezzi”, per cui si accusava
             gli organi del regime di non intervenire in modo “tempestivo e sufficiente” .
                                                                                    (15)
                  La fiammata d’ottimismo fu di breve durata, soprattutto per la situazione
             interna. Infatti, dopo la perdita dell’impero e la successiva partecipazione delle
             truppe italiane alla guerra della Germania contro la Russia, fu registrato un pro-
             gressivo  aumento  della  propaganda  sovversiva,  “favorita,  probabilmente  dal
             crescente malumore per le restrizioni alimentari”, che provocarono, nell’estate,
             manifestazioni di protesta per la penuria dei generi alimentari e i ritardi nella
             loro distribuzione. Inoltre, l’imprevista resistenza dei russi all’avanzata tedesca
             smorzò la fiammata di ottimismo: “In sostanza - constatava l’Arma in agosto -
             va radicandosi il convincimento che le potenze dell’Asse dovranno superare
             crescenti difficoltà nel campo militare ed in quello economico e che la guerra
             sarà ancora lunga e dura. […] Si paventano nuovi più gravi sacrifici di sangue
             mentre le privazioni d’ordine economico vanno aumentando” .
                                                                         (16)
             (13)  ACS, SPD, Carteggio riservato, busta 164, fascicolo 23, “Promemoria per il Duce. Notizia varie
                  della capitale, 19 gennaio 1941”.
             (14)  Ivi, promemoria del mese di marzo 1941.
             (15)  ACS, SPD, Carteggio riservato, busta 164, fascicolo 26, promemoria del 22 aprile 1941.
             (16)  Ivi, busta 167, fascicolo 30, promemoria di agosto 1941.

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