Page 249 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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DUE TENENTI NELLA TORMENTA
                                 ROMEO RODRIGUEZ PEREIRA E ATTILIO BOLDONI




               di noi, deve abbandonare il suo posto. Per me se
               ritengono ciò che ho fatto un delitto (riferendosi
               all’arresto di Mussolini, ndr), mi arrestino e
               mi uccidano pure, ma io non solo non mi nascon-
               do,  ma  debbo  e  voglio  operare  in  uniforme.
               Ordino  che  tutti  i  dipendenti  compiano  il  loro
               attuale dovere, a qualsiasi costo .
                                         (8)
                    Il 6 ottobre 1943, con la direttiva n.
               269  ris.  pers.,  il  Ministro  della  Difesa
               Nazionale,  maresciallo  d’Italia  Rodolfo
               Graziani, ordinò, entro la notte stessa, il
               disarmo  dei  Carabinieri  Reali  in  servizio
               alle Stazioni della Capitale (con l’immediata
               sostituzione da parte della PAI) e la loro con-
               testuale  consegna  in  caserma.  Anche  i
               tedeschi, il 6 ottobre, avevano ricevuto, in
               gran segreto, le disposizioni di competen-
               za. Fu così che all’alba del 7 ottobre, i nazi-
               sti  circondarono  le  caserme  dell’Arma  a  Il generale di corpo d’armata Attilio Boldini
               Roma, bloccandone all’interno tutti i mili-  l’ultimo giorno di servizio nell’Arma (8 set-
                                                          tembre 1985)
               tari  che,  ignari,  furono  disarmati (le  armi   (Fonte: Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando
               ritirate furono consegnate al Comando germanico   Generale dell’Arma dei Carabinieri, Fototeca, 18.26)
               a Castro Pretorio). Come previsto nell’ordine di Graziani, alle 8 del mattino del 7
               ottobre, nessun Carabiniere avrebbe dovuto fare servizio a Roma. Furono cat-
               turati oltre duemila militari in servizio nella Capitale, forse quasi 2.500, come
               riportano i registri tedeschi (il numero è incerto, dato che i nazisti bruciarono
               gli archivi delle caserme dell’Arma occupate). I Carabinieri furono rinchiusi, per
               tutta la notte, nelle caserme più grandi, sotto la custodia dei tedeschi che ave-
               vano l’ordine di far fuoco contro chiunque tentasse di evadere.
                    Molti riuscirono a scappare prima che il rastrellamento fosse concluso.
               Fu così anche per il sottotenente Boldoni che ha raccontato quei momenti.
               Avrebbe, infatti, ricordato, scrivendo in terza persona: Il 6 ottobre alle 22:30 nella
               sua abitazione nel quartiere Flaminio riceve dal telefonista della Tenenza Parioli, carabi-
               niere Di Carlo, comunicazione che dal gruppo interno era giunto l’ordine di ritirare tutti i
               servizi per le ore 07:00 del giorno successivo. Tutti i militari sarebbero poi dovuti rimanere
               a disposizione in caserma. Alle ore 23:30 arrivava altra telefonata che lo lascia di stucco!

               (8)  Filippo Caruso, L’Arma dei Carabinieri in Roma durante l’occupazione tedesca, Istituto Poligrafico
                    dello Stato, 1946, p. 5.

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