Page 247 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 247

DUE TENENTI NELLA TORMENTA
                                 ROMEO RODRIGUEZ PEREIRA E ATTILIO BOLDONI




                    Fu così che si arrivò al 25 luglio, quando a Palazzo Venezia, alle 02:30 circa
               del mattino, al culmine di un’accesa seduta del gran consiglio del fascismo, fu votato
               l’ordine del giorno presentato da Dino Grandi, che prevedeva la sfiducia di
               Mussolini. Nel pomeriggio di quel 25 luglio vi fu un episodio che vide in primo
               piano i Carabinieri: l’arresto del duce per ordine del re. Era un’azione che dove-
               va procedere in assoluta segretezza e con precisione chirurgica. Per questo, il
               Comandante Generale in persona stabilì di affidare l’esecuzione dell’arresto a
               pochissimi Ufficiali di sicura esperienza, conosciuti come irreprensibili, affida-
               bili e valorosi. La minima indiscrezione non solo avrebbe messo a rischio l’ope-
               razione, ma poteva causare gravissime conseguenze anche sul piano dell’ordine
               pubblico. Tra i protagonisti di quell’operazione, ci furono i due Comandanti
               diretti  dei  nostri  giovani:  il  loro  Comandante  di  Compagnia,  il  Capitano
               Raffaele Aversa, e il Comandante del Gruppo di Roma, il tenente colonnello
               Giovanni Frignani. Quella domenica pomeriggio, i due comandanti di tenenza
               ricevettero,  come  tutti  i  militari  della  Capitale,  un  preavviso:  alle  16:00  tutti
               dovevano rimanere in caserma perché il generale Cerica, che aveva assunto l’in-
               carico di Comandante Generale da due giorni, sarebbe potuto passare in visita
               ai reparti. Solo cinquanta militari del Gruppo Squadroni territoriale erano a
               disposizione del Capitano Aversa, per ricercare alcuni paracadutisti alleati lan-
               ciatisi nei pressi di Roma. Costituivano una “aliquota d’intervento” in caso di
               necessità. Nel caldo di quell’estate romana, alle 17:20 circa, l’arresto del duce fu
               condotto  con  assoluta  precisione  dai  capitani  Aversa  e  Vigneri.  Negli  stessi
               minuti, nell’ufficio del Comandante Generale dell’Arma, Carmine Senise rias-
               sumeva l’incarico di Capo della polizia (era stato deposto mesi prima dal duce),
               sostituendo il noto squadrista Chierici per ordine del re.
                    Seguirono settimane travagliate e confuse per gli Italiani e per i nostri due
               ufficiali, il cui quotidiano obiettivo era sempre il servizio a favore dei cittadini
               romani. Proprio per aver conseguito un importante risultato verso questo fine,
               nel  luglio  1943,  il  tenente  Rodriguez  Pereira  ricevette  un  encomio  dal
               Comandante della 2  Divisione “Podgora” perché: Seguendo le direttive del proprio
                                   a
               Comandante di Compagnia (era il citato capitano Aversa, ndr), diresse e talvolta, anche
               personalmente, compì, con diligenza non disgiunta da proficua iniziativa, lunghe e laboriose
               indagini che si conclusero con l’identificazione e la denuncia, nella quasi totalità in stato di
               arresto, di 24 malfattori responsabili di vari delitti comuni, particolarmente contro il patri-
               monio e 10 di essi, tra cui un disertore, anche di associazione per delinquere. L’operazione
               si è conclusa col recupero di parte della cospicua refurtiva, frutto dei minuziosi furti consumati
               in circa sei mesi dagli associati. Sicuramente la restituzione della refurtiva fu parti-
               colarmente apprezzata dalle vittime, in quei mesi così difficili.


                                                                                        243
   242   243   244   245   246   247   248   249   250   251   252