Page 245 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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DUE TENENTI NELLA TORMENTA
ROMEO RODRIGUEZ PEREIRA E ATTILIO BOLDONI
alleata fatta segno a violento attacco aereo con mitragliamento da bassa quota concorrendo al
soccorso di numerosi feriti, esempio di alto senso del dovere e sereno sprezzo del pericolo.Ain
el Gazala, novembre - dicembre 1941 .
(6)
L’esperienza in Russia per il sottotenente Attilio Boldoni fu terribile, ove si
consideri che la sua 66 Sezione, alla partenza, aveva sessantotto effettivi, dei quali
a
solo sedici ritornarono in Italia, tutti feriti e congelati, compreso il giovane
comandante. Tre furono i caduti e quarantanove i dispersi in Russia. Per i super-
stiti costituì un ricordo indelebile per tutta la vita. Il Valore del giovane Boldoni
è mirabilmente sintetizzato nella motivazione della Medaglia d’Argento al Valor
Militare concessagli in vita: Comandante di sezione Carabinieri motorizzata, addetta ad
una divisione di fanteria in numerose circostanze dava prova costante di serenità d’animo, di
coraggio e sprezzo del pericolo. Essendo la sua divisione accerchiata da preponderante nemico,
riusciva a portare a compimento sotto intenso fuoco nemico, compiti di collegamento e delicata
azione di retroguardia. Per rompere la linea nemica, guidava all’assalto in collaborazione coi
Fanti i propri Carabinieri contro un caposaldo nemico che conquistava dopo aspra lotta cattu-
rando numerose armi e prigionieri. Benché ferito da scheggia e duramente provato da congela-
mento al piede, con temperatura proibitiva, tra continui bombardamenti aerei e terrestri percor-
reva centinaia di chilometri a piedi guidando i Carabinieri superstiti tre dei quali gravemente
feriti venivano portati in salvo nelle nostre linee su di una slitta da lui stesso trainata. Mirabile
esempio di altruismo e di ardimento. Proposka - Arbusow - Tochurkow (fronte russo), 19
dicembre 1942 - 17 gennaio 1943 . L’aspetto che, su tutti, rende il sottotenente
(7)
Boldoni ancora oggi un esempio viene proprio dal salvataggio di tre sopravvissu-
ti, su una slitta da lui trainata. È la perfetta unione di “altruismo” e “ardimento”:
nonostante una ferita da scheggia e il congelamento al piede, trainò la slitta a tem-
perature siderali, tra i continui bombardamenti aerei e terresti. Appena ventenne,
riuscì così a salvare il suo superiore gravemente malato (il capitano Enrico Fazzi),
un collaboratore ferito da schegge e congelato (l’appuntato Nazzareno Palmieri) e un
terzo militare, del quale non conosceva neanche il nome (così sublimando il suo
altruismo incondizionato, secondo quei valori che aveva appreso dal ricordo del Milite Ignoto).
6. Il 1943
I nostri due giovani esempi tornarono dal fronte entrambi feriti. Il loro
giovanile ardimento era, però, fortissimo. Le loro convalescenze, precedute da
ricoveri in ospedali da campo, durarono poco.
(6) Bollettino Ufficiale CC 1947 disp. 6 pp. 477-478 Africa settentrionale Com. FF.AA. Decreto
13 ottobre 1946.
(7) Decreto del Presidente della Repubblica del 18 giugno 1949.
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