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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
L’8 settembre 1943, come noto, il maresciallo Pietro Badoglio proclamava
l’armistizio. Per le Forze Armate italiane, e per l’Arma dei Carabinieri in parti-
colare, furono momenti difficilissimi in Italia e sui vari fronti di guerra. Furono
giornate in cui tante sarebbero state le pagine di eroismo individuale, ma forse
ancor di più furono gli episodi di Valore sconosciuti, avvenuti nel silenzio, senza
lasciare nessun testimone che potesse tramandarne ai posteri l’Onore.
Dopo il proclama, per i romani furono ore terribili. A difesa della Capitale,
nella zona compresa tra la Magliana e Tor Sapienza, fu schierata, col compito
di interdire l’accesso a Roma dalla Via del Mare, la Divisione “Granatieri di
Sardegna”, i cui capisaldi vennero subito investiti dai nazisti. Di fronte alla forte
pressione tedesca, alle 23:00 di quell’8 settembre, il Comando Generale
dell’Arma dispose che la Legione Allievi Carabinieri inviasse subito nell’area un
battaglione in rinforzo. Al mattino del 9 settembre il capitano Orlando De
Tommaso si immolava alla testa dei suoi allievi, urlando “Avanti! Viva l’Italia”.
Furono, poi, giornate terribili. Nel contesto che andò a delinearsi dopo l’8
settembre 1943, l’occupazione nazista di Roma Città Aperta, pur risparmiando
(da parte tedesca) il patrimonio storico e architettonico della Capitale, fu duris-
sima per la popolazione. Subito il generale Himmler ordinò al colonnello delle
SS Kappler, capo delle forze di occupazione nazista a Roma, di catturare e
deportare gli ebrei romani, come già avvenuto in altre città europee.
L’operazione, che si sarebbe concretizzata con il rastrellamento del Ghetto
ebraico nella zona del Portico di Ottavia, era inizialmente prevista per il 25 set-
tembre 1943. Questa data fu, però, posticipata, per un motivo semplice: occor-
reva prima neutralizzare i Carabinieri. La desecretazione della corrispondenza
telegrafica tra Kappler e Berlino ha consentito di conoscere l’opinione che i
nazisti avevano sui militari dell’Arma. Già in un telex del 30 agosto, riferendosi
ai Carabinieri, Kappler scriveva: anche se svolgono funzioni di polizia, obbediscono ad
ordini militari, dal nostro punto di vista sono da considerarsi inaffidabili. Il 20 settembre
1943, Kappler riferiva: gli amici della Germania segnalano il crescente odio dei
Carabinieri che sono la fonte di quasi tutta l’animosità contro i tedeschi. I tedeschi, poi,
avevano visto i Carabinieri combattere a fianco dei cittadini in rivolta nelle citate
quattro giornate di Napoli (27-30 settembre 1943). Per questo, si doveva evitare
che combattessero contro i tedeschi nella Capitale, come avvenuto a Napoli.
Era, infatti, logico desumere una particolare familiarità dei Carabinieri con la
popolazione anche a Roma. Si pensi che, proprio in quei giorni, il Capitano
Aversa, il citato Comandante dei nostri tenenti, diceva: Siamo rimasti solo noi
Carabinieri a fronteggiare gli eccessi dei tedeschi ai danni della popolazione che abbiamo il
dovere di proteggere anche se non ci sono stati impartiti specifici ordini. Per questo, nessuno
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