Page 250 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
È il capitano F. aiutante maggiore della legione che gli comunica: «Domani 7 ottobre alle ore
05:00 ci sarà un rapporto alla caserma Podgora. Devono intervenire alcuni ufficiali tra i
quali lei». Ha capito che si prepara un trabocchetto! Tenta di ribattere affermando che l’ora
non appare opportuna per un rapporto, ma l’interlocutore non gradisce la polemica e taglia
corto. Il buon Dio, quello in cui ha sempre creduto, lo aiuta nuovamente [...] Ai tenenti
Cassanese e Basignani dà appuntamento davanti alla «Podgora». Entreranno insieme facen-
do sostare le autovetture fuori al buio. Al personale dipendente dirama un ordine preciso: «Se
entro le ore 6 non riceverete mie notizie siete autorizzati ad allontanarvi dai comandi e darvi
alla macchia». Entra alla «Podgora» ed il cancello dopo poco viene chiuso. La caserma è cir-
condata da militi della PAI con armi automatiche. Nel circolo ufficiali trova molti colleghi e
superiori tra i quali il capitano Aversa ed il maggiore de Carolis.
Arriva il relatore della legione che invita al silenzio e mostra una busta ceralaccata spe-
cificando che ignora il suo contenuto.
È titubante, la mano gli trema forse per il presentimento di quello che sta per accadere;
forse conosce il contenuto. Apre la busta e legge con voce tremante «d’ordine del maresciallo
Graziani» e prosegue [...]
Ignominia! Si ordina agli ufficiali di girare per le caserme, disarmare i dipendenti e con-
centrarli alla legione allievi per trasferirli al nord [...] Intuisce con chiarezza che la destina-
zione è nel caso migliore: prigionia in Germania.I presenti si guardano angosciati ed allibiti
per un ordine che viola le più elementari regole dell’onore militare. Improvvisamente fra un
giovane tenente e l’ufficiale superiore nasce una violenta discussione. Si crea una situazione
delicata. L’ufficiale superiore si scusa confermando di non saper nulla. Anche egli è nei guai
fino al collo. Abita in caserma ed ha un figlio poliomielitico [...] In un clima così arroventato
possono accadere cose imprevedibili. Infatti il comandante della «Parioli» si accorge che la
porta della sala è accostata. Allora prende le sue decisioni. Avverte il capitano Aversa che
con Basignani avrebbe tentato la fuga e gli chiede se vuole seguirlo. Aversa lo autorizza. Si
darà alla macchia qualche tempo dopo .
(9)
Come visto, grazie allo stratagemma del giovane Boldoni, i militari della
tenenza Roma Parioli non furono catturati, come avvenne, invece, per il
Tenente Romeo Rodriguez Pereira, che, il giorno dopo, l’8 ottobre, seguì la
sorte degli oltre duemila militari bloccati. Furono avviati, con trenta autocarri
tedeschi, alle stazioni ferroviarie Ostiense e Trastevere e fatti salire su treni
merci diretti a nord, con la falsa notizia - fatta circolare per tranquillizzarli - che
sarebbero scesi a Fidenza per essere impiegati nel nord Italia. In realtà, tutti i
Carabinieri catturati furono deportati in Austria, in Germania o in Polonia, da
dove oltre seicento non tornarono più e gli altri riuscirono a fare ritorno soltan-
to dopo molti mesi di fatiche e sofferenze.
(9) A. Boldoni, Una Famiglia nella Storia cit., p. 51.
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