Page 251 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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DUE TENENTI NELLA TORMENTA
ROMEO RODRIGUEZ PEREIRA E ATTILIO BOLDONI
L’8 ottobre 1943 fu data formale assicurazione dell’avvenuto ricambio
dell’Arma con la PAI. Dopo aver eliminato la minaccia proveniente dall’Arma,
otto giorni dopo, all’alba di sabato 16 ottobre 1943 i tedeschi rastrellavano il
ghetto di Roma. Gli ebrei residenti a Roma erano certamente ben più dei 1.200
che sarebbero stati bloccati quella mattina. In migliaia erano riusciti a mettersi
al sicuro fuori dal ghetto ben prima del 16 ottobre, anche grazie ai Carabinieri
che avevano rallentato il piano nazista di oltre due settimane. L’Arma dei
Carabinieri e la comunità ebraica a Roma avevano avuto una sorte simile. Il 7
ottobre 1943 venivano deportati oltre duemila Carabinieri nei campi in
Germania, Austria e Polonia: alcuni sarebbero stati uccisi, molti sarebbero morti
di fame, malattia o maltrattamenti. Il 16 ottobre oltre 1.200 ebrei venivano por-
tati via treno - in grandissima parte (ben 1.023) - direttamente ad Auschwitz, da
dove solo in sedici (quindici uomini e una donna) sarebbero usciti vivi.
La sorte, però, non avrebbe portato in Germania il tenente Rodriguez
Pereira. Durante una sosta del suo convoglio a Pordenone, il giovane ufficiale
riuscì a lanciarsi dal treno, a nascondersi e a mettersi in cammino per tornare
verso Roma. Come altre migliaia di militari, non andò nel sud, ove erano già
arrivati gli alleati. Il giovane Romeo decise ritornare nella sede di servizio, a
Roma, seguendo la via dell’Onore. Qui si mise in contatto con gli altri militari
alla macchia, tra i quali Attilio Boldoni, che era riuscito a trovare un nuovo
domicilio idoneo a salvarsi in caso di rastrellamenti. Come riportato nel suo rac-
conto: Si trasferisce in una abitazione di viale Parioli 102 dove viene ospitato da un anzia-
no e generoso antifascista (Giuseppe Sennati del Ministero dei Trasporti) e col quale correrà
per lunghi mesi gravi pericoli. Un provvido nascondiglio nel muro lo salverà in caso di rastrel-
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lamento . Contemporaneamente Boldoni assunse un nome di copertura
“Attilio Bozzi”.
Entrambi i protagonisti di questo articolo entrarono a far parte del
“Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri” (FCRC), una formazione
nota anche come “Banda Caruso”, dal nome del suo Comandante, il generale
Filippo Caruso, Ufficiale da pochi mesi in congedo.
La libertà del Tenente Rodriguez Pereira era, purtroppo, destinata a durare
poco. La sera del 10 dicembre 1943 , in via della Mercede 42, nell’ufficio del-
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l’insospettabile Realino Carboni, veniva catturato dalle SS, agevolate da una
delazione. Stava partecipando ad un incontro clandestino con il parigrado
Genserico Fontana e con il Brigadiere dei Carabinieri Candido Manca, che
sarebbero stati anche loro fucilati alle Fosse Ardeatine.
(10) Ivi, p. 53.
(11) M. Severa, La divisa nella polvere cit., p. 55.
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