Page 243 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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DUE TENENTI NELLA TORMENTA
                                 ROMEO RODRIGUEZ PEREIRA E ATTILIO BOLDONI




               4.  La Formazione Militare
                    Martedì  22  ottobre  1935,  appena  sedicenne,  Romeo  Rodriguez  Pereira
               varcò il portone della Scuola Militare di Napoli; Attilio Boldoni lo seguì quasi
               un anno dopo, lunedì 12 ottobre 1936, non ancora quindicenne. Per Attilio
               l’emozione doveva essere molto forte perché, nel 1900, quel portone era stato
               varcato  anche  dal  padre.  Ubicata  nell’antico  Noviziato  dei  Gesuiti  della
               Nunziatella, la Scuola continua ancora oggi, senza soluzione di continuità, la
               tradizione  di  quella  Real  Accademia  Militare,  fortemente  voluta  dal  re
               Ferdinando IV di Borbone perché nell’arte della guerra e negli ornati costumi la militare
               gioventù ottimamente ammaestrata crescesse a gloria e sicurezza dello Stato, come scritto
               nella lapide posta sopra l’ingresso principale. Fondata il 18 novembre 1787, era
               stata frequentata, proprio nell’anno dell’istituzione, da Michele Boldoni, padre
               del bisnonno Camillo, che iniziava anche lui, nel 1827, a far parte dei cadetti
               educati sulla collina napoletana di Pizzofalcone. Superato l’ingresso principale,
               si può ancora oggi ammirare una lapide in cui è scritto “Duri perpetua e sia inci-
               tamento e virtù la memoria dei forti che qui educati onorarono con opere egre-
               gie se stessi e la patria” con una lista di eroici protagonisti del risorgimento. Tra
               essi,  terz’ultimo,  è  riportato  generale  Boldoni  Camillo.  Era  il  bisnonno  di
               Attilio: le sue imprese, quale difensore di Venezia nel 1848, Comandante dei
               “Cacciatori degli Appennini” nel 1859 e Capo dell’insurrezione della Basilicata
               nel 1860, erano l’oggetto dei racconti di famiglia. Entrando alla Nunziatella, il
               nostro comprese come le gesta dell’avo costituivano un Esempio non solo per
               i familiari, ma per tutti gli allievi di quella prestigiosa Scuola.
                    La Nunziatella costituì per gli allievi Romeo Rodriguez Pereira e Attilio
               Boldoni l’occasione di conoscersi. Durante quel periodo, i due, frequentatori di
               due corsi cronologicamente successivi, furono presenti alle manifestazioni per
               il 150° anniversario della fondazione della Scuola. Il più illustre degli ex allievi,
               il Re e Imperatore Vittorio Emanuele III (corso 1881-1884) passò in rassegna
               anche loro, accompagnato dal Principe di Piemonte e dal cugino, Amedeo di
               Savoia Duca d’Aosta, l’Eroe dell’Amba Alagi, anch’egli allievo della Scuola negli
               anni 1912-1915. Come una seconda casa, per loro e per i colleghi di corso, que-
               gli anni rappresentarono il ricordo di un’adolescenza spensierata, subito turbata
               dallo scoppio di un tremendo conflitto.
                    Tra le mura della Nunziatella, da sempre, diventano forti i legami che si
               creano tra gli allievi. Merita certamente di essere ricordato in questa sede anche
               un allievo di un anno più anziano, Alfredo Sandulli Mercuro, che, come i nostri,
               indosserà gli alamari, per poi sacrificare la sua giovane vita per la Patria, poco
               più che ventenne, a Cefalonia il 24 settembre 1943, da tenente dei Carabinieri.


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