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AGRO ECO AMBIENTE
4.1. Le misure di intervento nei siti contaminati o potenzialmente contaminati
Il Codice dell’Ambiente, agli artt. 239 e ss., delinea una disciplina partico-
lare in merito alle misure da adottare nei riguardi dei siti contaminati (o poten-
zialmente contaminati), ossia i siti nei quali “i valori delle concentrazioni soglia
di rischio (CSR) (…) risultano superati”.
L’art. 240, comma 1, del d.lgs. 152 distingue le seguenti misure:
misure di prevenzione: “le iniziative per contrastare un evento, un atto o
un’omissione che ha creato una minaccia imminente per la salute o per l’am-
biente, intesa come rischio sufficientemente probabile che si verifichi un danno
sotto il profilo sanitario o ambientale in un futuro prossimo, al fine di impedire
o minimizzare il realizzarsi di tale minaccia”;
misure di riparazione: “qualsiasi azione o combinazione di azioni, tra cui
misure di attenuazione o provvisorie dirette a riparare, risanare o sostituire
risorse naturali e/o servizi naturali danneggiati, oppure a fornire un’alternativa
equivalente a tali risorse o servizi”;
messa in sicurezza d’emergenza (MISE): “ogni intervento immediato o a
breve termine, da mettere in opera nelle condizioni di emergenza di cui alla let-
tera t) in caso di eventi di contaminazione repentini di qualsiasi natura, atto a
contenere la diffusione delle sorgenti primarie di contaminazione, impedirne il
contatto con altre matrici presenti nel sito e a rimuoverle, in attesa di eventuali
ulteriori interventi di bonifica o di messa in sicurezza operativa o permanen-
te”;
messa in sicurezza operativa (MISO): “l’insieme degli interventi eseguiti in
un sito con attività in esercizio atti a garantire un adeguato livello di sicurezza
per le persone e per l’ambiente, in attesa di ulteriori interventi di messa in sicu-
rezza permanente o bonifica da realizzarsi alla cessazione dell’attività. Essi
comprendono altresì gli interventi di contenimento della contaminazione da
mettere in atto in via transitoria fino all’esecuzione della bonifica o della messa
in sicurezza permanente, al fine di evitare la diffusione della contaminazione
all’interno della stessa matrice o tra matrici differenti. In tali casi devono essere
predisposti idonei piani di monitoraggio e controllo che consentano di verifica-
re l’efficacia delle soluzioni adottate”;
messa in sicurezza permanente: “l’insieme degli interventi atti a isolare
in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle matrici ambientali circo-
stanti e a garantire un elevato e definitivo livello di sicurezza per le persone
e per l’ambiente. In tali casi devono essere previsti piani di monitoraggio e
controllo e limitazioni d’uso rispetto alle previsioni degli strumenti urbani-
stici”;
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