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DOTTRINA
A questo proposito, prendendo ad esempio l’esperienza inglese della
cosiddetta “politica scolastica” condotta da Smith e collaboratori, nell’area di
Sheffield , ci si è ormai persuasi che per sconfiggere il bullismo, sia necessa-
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rio l’impegno e la collaborazione di tutti: dirigente, personale docente e non
docente, genitori, alunni e insegnanti . Si tratta di una politica integrata d’isti-
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tuto, ovvero di un complesso di regole che vanno oltre le normali previsioni
disciplinari normalmente previste nella scuola al fine di modificare gli atteggia-
menti e i comportamenti persecutori tipici dei bulli . L’approccio prevede un
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modelling di abilità relazionali, offrendo un’impostazione per la risoluzione dei
conflitti basata sulla collaborazione, la fiducia e l’aiuto. La creazione di un
metodo di questo tipo potrà svilupparsi, in particolare, attraverso un aumento
della consapevolezza e all’utilizzo della consultazione, tramite il lavoro di un
gruppo multidisciplinare al fine di dare un valido aiuto nella stesura della
bozza del manifesto da inserirsi nella presentazione della scuola. Ciò che è
opportuno tenere a mente per una efficace iniziativa antibullismo da applicarsi
a lungo termine è la necessità di varie fasi di revisione; quindi, se dopo qualche
anno di attività non si riscontrano segni di cambiamento positivi, bisognerà
rivedere il progetto .
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In Italia, dove il fenomeno del bullismo ha suscitato notevole attenzione
sin dalla metà degli anni Novanta, il piano scolastico antibullismo è diventato la
strategia con maggiori probabilità di successo rispetto a tutte le altre iniziative
intraprese.
Dal punto di vista normativo si è fatto riferimento alla legge sull’autono-
mia che riguarda appunto gli spazi di autonomia delle scuole nelle decisioni a
livello organizzativo, curricolare e di gestione del personale, ed evidenziata poi
l’importanza della collegialità per l’elaborazione del piano d’offerta formativa
(POF articolo 3 del regolamento).
(33) Il Progetto Anti-Bullying di Sheffild (DFE Sheffield Anti-Bullying Project), che è stato finanzia-
to dall’amministrazione pubblica con l’obiettivo di identificare strategie per ridurre i livelli di
prepotenza e di sopraffazione nelle scuole. Il progetto è stato attuato dal 1990 al 1992 in ven-
titré scuole inglesi (sedici scuole primarie e sette secondarie) e ha coinvolto settemila alunni.
(34) SHARP S.E., SMITH P.K., Bulli e prepotenti nella scuola. Prevenzione e tecniche educative, Trento, 1995.
Per “politica” Sharp e Smith intendono “una dichiarazione d’intenti che guidi l’azione e l’or-
ganizzazione all’interno della scuola, l’esplicitazione di una serie di obiettivi concordati che
diano agli alunni, al personale e ai genitori un’indicazione e una dimostrazione tangibile del-
l’impegno della scuola a fare qualcosa contro i comportamenti bullistici”.
(35) FONZI A., Il bullismo in Italia. Il fenomeno delle prepotenze a scuola dal Piemonte alla Sicilia, Firenze,
1997; RUBINACCI C., Come la scuola italiana può combattere il bullismo, in Minorigiustizia, 2000 fasc. 2,
pag. 19.
(36) STEFANIZZI S., Infraquattordicenni e criminalità. Un’analisi delle statistiche del tribunale per i minorenni
di Milano dal 1993 al 1996, Atti IX Congresso di Gragnano, 1996.
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