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IL BULLISMO. DA UNA FORMA DI DISAGIO A UNA FORMA DI VIOLENZA




                    Tali meccanismi di disimpegno sono tutti riscontrabili nel bullismo e si
               caratterizzano per una giustificazione morale che si ha quando la persona giu-
               stifica la propria condotta immorale nascondendosi dietro determinati valori. In
               questo modo il bullo rende meno riprovevole ai propri occhi e a quelli della
               società la propria condotta; una minimizzazione del ruolo: si tratta di un mec-
               canismo attuato per lo più quando si agisce in gruppo e consiste nel negare o
               minimizzare la propria responsabilità all’interno dell’azione; un dislocamento
               della responsabilità: un meccanismo piuttosto diffuso prevedendo l’imputazio-
               ne a terzi delle proprie colpe; un etichettamento eufemistico: atto a distorcere la
               realtà  delle  azioni  compiute,  ridimensionando  le  conseguenze  che  possono
               avere sugli individui; un confronto vantaggioso: atto a ridimensionare l’immo-
               ralità della propria condotta paragonandola ad altre più gravi; la distorsione
               delle conseguenze: mira a sottovalutare le ripercussioni negative delle azioni
               compiute a danno di altri individui; l’incolpare la vittima: per cui la vittima è
               ritenuta responsabile, colpevole di ciò che le accade. In questo modo ci si con-
               vince che l’offesa a lei arrecata sia pienamente meritata; infine, la deumanizza-
               zione della vittima: si tende a non considerare i sentimenti e le emozioni della
               vittima per ridurre i sensi di colpa.
                    Per quanto riguarda, invece, la teoria Social-Ecologica, l’influenza del con-
               testo sociale, culturale e storico sullo sviluppo umano è stata analizzata da varie
               discipline, come l’antropologia, la sociologia, la psicologia e la neuropsicologia.
               Urie Bronfenbrenner  ha riconosciuto l’importanza di applicare i principi eco-
                                    (16)
               logici allo studio dello sviluppo umano. Lo sviluppo individuale avverrebbe nel
               contesto delle relazioni familiari e non dipenderebbe solo da fattori ontogene-
               tici, ma dall’interazione con l’ambiente familiare immediato e con altre compo-
               nenti importanti dell’ambiente. Pertanto, sebbene ci siano vari fattori intraper-
               sonali  coinvolti  nello  sviluppo  psicosociale,  molti  comportamenti  acquisiti
               dipendono fondamentalmente dalle interazioni con l’ambiente che li circonda,
               specialmente durante le prime fasi del ciclo di vita.
                    Di tutti i contesti sociali di influenza, la preminenza del contesto familiare
               nella vita delle persone, sia socio-emotiva che cognitiva, è innegabile.
                    Bronfenbrenner  postula che la famiglia è un sistema in interazione per-
                                    (17)
               manente con molteplici contesti, l’interazione tra famiglia e scuola, lavoro, vici-
               nato, tra gli altri social network.


               (16)  BRONFENBRENNER U., The ecology of  human development, Cambridge, MA, Harvard University,
                    1979.
               (17)  BRONFENBRENNER U., Ecological system theory, En R. VASTA (comp.) Annals of  childs develop-
                    ment, 6, 1989, pag. 187.

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