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DOTTRINA




                  Il modello ecologico di Bronfenbrenner è quello che meglio fornisce una
             chiave di lettura e di intervento sul fenomeno del bullismo in quanto ben si
             adatta alla sua complessità.
                  Si tratta di un principio basato sull’idea che i diversi contesti di vita in cui
             un individuo è inserito incidano significativamente sul comportamento di ognu-
             no. Inoltre, viene evidenziato un rapporto di reciproca influenza ambiente-indi-
             viduo in considerazione del fatto che il comportamento di un individuo può
             avere poco senso se non viene preso in considerazione il fattore ambientale che
             è in continua trasformazione.
                  La teoria ecologica di Bronfenbrenner trova applicazione in svariate disci-
             pline. L’intervento su più livelli permette di prevenire il fenomeno del bullismo
             coinvolgendo i diversi livelli del sistema, ovvero comunità scuola, famiglia e
             coinvolgere così tutte le variabili che ne fanno parte. Tutto questo permette di
             rinforzare il senso di empowerment che rende l’individuo più consapevole e pro-
             attivo nella soluzione dei problemi che si presentano.



             3. Il fenomeno del bullismo
                  Il bullismo è in costante aumento, rappresentando nell’immediato la chia-
             ra espressione del malessere di quel mondo giovanile che si sente incompreso
             nei suoi bisogni fondamentali e che porta un adolescente ad andare oltre il natu-
             rale desiderio di violazione delle norme.
                  Tutte  le  problematiche  collegate  a  questo  tema,  rientranti  nell’ampio
             ambito della devianza minorile , a sua volta fortemente legata ad avvenimenti
                                          (18)
             e processi di trasformazione sociale e normativa, evidenziano la complessità del
             fenomeno e la difficoltà di rappresentarsi una visione globale di quella che è la
             realtà, rimanendo sempre consapevoli del cambiamento dei valori unitamente
             al mutare dei tempi e della cultura.
                  Oggi, pur non avendo una definizione univoca di bullismo sembra esser-
             ci,  per  tutte  le  sue  tipologie,  un  inquadramento  condiviso  caratterizzato  da
             alcuni elementi distintivi , come l’intenzionalità, la ripetitività e l’azione vio-
                                     (19)
             lenta perpetrata attraverso numerose modalità, tra cui quelle fisiche, verbali o


             (18)  DELEO G., La devianza minorile, Urbino,1996, pag. 73; dello stesso autore, La criminalità e i giovani,
                  Roma,  1978;  BANDINI  T.,  GATTI  U.,  MARUGO  M.,  VERDE  A.,  Criminologia,  Milano,  1991;
                  BANDINI T., GATTI U., Delinquenza giovanile, Milano, 1987; MERTON R.K., Teoria e struttura sociale,
                  Bologna,  1966;  PONTI  G.,  Compendio  di  criminologia,  Milano,  1999,  199-200;  KAISER  G.,
                  Criminologia, Milano, 1985.
             (19)  FEDELI D., Il bullismo... ma non solo. Parte prima: dal bullismo ai disturbi della condotta, in Psicologia e scuola,
                  n. 121, 2004, pag. 40.

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