Page 80 - Rassegna 2022-4
P. 80
DOTTRINA
Il modello ecologico di Bronfenbrenner è quello che meglio fornisce una
chiave di lettura e di intervento sul fenomeno del bullismo in quanto ben si
adatta alla sua complessità.
Si tratta di un principio basato sull’idea che i diversi contesti di vita in cui
un individuo è inserito incidano significativamente sul comportamento di ognu-
no. Inoltre, viene evidenziato un rapporto di reciproca influenza ambiente-indi-
viduo in considerazione del fatto che il comportamento di un individuo può
avere poco senso se non viene preso in considerazione il fattore ambientale che
è in continua trasformazione.
La teoria ecologica di Bronfenbrenner trova applicazione in svariate disci-
pline. L’intervento su più livelli permette di prevenire il fenomeno del bullismo
coinvolgendo i diversi livelli del sistema, ovvero comunità scuola, famiglia e
coinvolgere così tutte le variabili che ne fanno parte. Tutto questo permette di
rinforzare il senso di empowerment che rende l’individuo più consapevole e pro-
attivo nella soluzione dei problemi che si presentano.
3. Il fenomeno del bullismo
Il bullismo è in costante aumento, rappresentando nell’immediato la chia-
ra espressione del malessere di quel mondo giovanile che si sente incompreso
nei suoi bisogni fondamentali e che porta un adolescente ad andare oltre il natu-
rale desiderio di violazione delle norme.
Tutte le problematiche collegate a questo tema, rientranti nell’ampio
ambito della devianza minorile , a sua volta fortemente legata ad avvenimenti
(18)
e processi di trasformazione sociale e normativa, evidenziano la complessità del
fenomeno e la difficoltà di rappresentarsi una visione globale di quella che è la
realtà, rimanendo sempre consapevoli del cambiamento dei valori unitamente
al mutare dei tempi e della cultura.
Oggi, pur non avendo una definizione univoca di bullismo sembra esser-
ci, per tutte le sue tipologie, un inquadramento condiviso caratterizzato da
alcuni elementi distintivi , come l’intenzionalità, la ripetitività e l’azione vio-
(19)
lenta perpetrata attraverso numerose modalità, tra cui quelle fisiche, verbali o
(18) DELEO G., La devianza minorile, Urbino,1996, pag. 73; dello stesso autore, La criminalità e i giovani,
Roma, 1978; BANDINI T., GATTI U., MARUGO M., VERDE A., Criminologia, Milano, 1991;
BANDINI T., GATTI U., Delinquenza giovanile, Milano, 1987; MERTON R.K., Teoria e struttura sociale,
Bologna, 1966; PONTI G., Compendio di criminologia, Milano, 1999, 199-200; KAISER G.,
Criminologia, Milano, 1985.
(19) FEDELI D., Il bullismo... ma non solo. Parte prima: dal bullismo ai disturbi della condotta, in Psicologia e scuola,
n. 121, 2004, pag. 40.
78

