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DOTTRINA




                  Il bullismo di oggi non nasce, quindi, solo in contesti sociali degradati, ma
             si sviluppa, pure, in contesti elevati sia culturalmente che economicamente. È
             ormai lontano il tempo di Franti l’enfant terrible del libro Cuore di Edmondo de
             Amicis. Si tratta di un fenomeno (anti)sociale complesso, che non riguarda solo
             il bullo e la vittima , ma il bullo e il suo gruppo di appartenenza, i genitori, gli
                              (24)
             insegnanti e gli adulti che hanno contatti con il soggetto problematico . La sua
                                                                               (25)
             denominazione, recuperata dall’inglese bullyng , viene associata ad una vera e
                                                         (26)
             propria forma di violenza (fisica e/o psicologica) imposta da un singolo nei
             confronti di una vittima, pur non dimenticando mai la frequente attività del
             gruppo .
                    (27)
                  Questo comportamento grave non può però prescindere dal cambiamen-
             to sociale come traspare anche dall’analisi specifica del cyberbullismo, in quanto
             le  vessazioni  offline  presentano  spesso  un  trait  d’union  con  quelle  mediatiche.
             L’evoluzione  che  il  bullismo  ha  subito  lo  ha  allontanato  dai  classici  modelli
             sociali, aprendo le sue maglie, in primis, verso il cyberbullismo e a seguire verso
             altre manifestazioni di “ribellione”, in cui il danno psicologico per la vittima è
             praticamente immediato. Pensiamo solo al flaming, all’online harassment , al tric-
                                                                                (28)
             kery, al cyberstalking .
                              (29)
                  Nello specifico, potremmo dire che se la grande attenzione dei media, da
             un lato ha favorito l’indagine sul tema, dall’altro ha legittimato un uso indiscri-
             minato del termine, facendo così rientrare il bullismo in differenti tipologie di
             comportamento pur sempre arbitrario e iniquo.



             4. L’eziologia del bullismo
                  Per spiegarne l’eziologia si è fatto riferimento a diverse teorie, ognuna delle
             quali ha tentato una interpretazione alla luce delle proprie conoscenze, esaminando
             alternativamente il contesto familiare, gli effetti ambientali, le differenze di genere,
             i deficit neuropsicologici, le caratteristiche genitoriali, i disturbi mentali, ecc.


             (24)  Per un approfondimento sulla vittima e le sue patologie si veda: FORNARI U., Trattato di psi-
                  chiatria forense, Torino, 2004.
             (25)  IANNACCONE N., Bullismo: iniziamo dal termine, in Minori Giustizia, 2007, fasc. 4 pag. 129.
             (26)  OLWEUS D., Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono, Firenze, 1995, pag. 11.
             (27)  Nell’ambito della tematica del bullismo rientrano, infatti, le cosiddette baby gang che in molti
                  casi arrivano ad avere un vero e proprio controllo sul territorio, in eduprof.it.
             (28)  WOLAK J., MITCHELL K.J., FINKELHOR D., Escaping or connecting? Characteristics of  youth who form
                  close online relationships, in Journal of  Adolescence, 26, 2003, pag. 105.
             (29)  Per un approfondimento in materia di cyberstalking si veda RIZZO L., Il delitto di cyberstalking:
                  profili normativi e giurisprudenziali. Il superamento della disparità di tutela tra soggetti vittime di stalking
                  tradizionale e quelli vittime di cyberstalking, in Riv. pen., 1/2018, pag. 1.

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