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DOTTRINA
3. anomalie della personalità, che si esprimono nella difficoltà di adattamento
alle regole e alla disciplina scolastica.
La psicologia, inoltre, ha attribuito, nella correlazione scuola-criminalità,
particolare importanza al ruolo occupato nella scuola dal futuro delinquente.
L’emarginazione da parte dei compagni e degli insegnanti, la posizione di escluso,
di ripetente o ultimo della classe costituiscono condizioni che possono influire
sul futuro sviluppo della personalità. Tutto ciò favorisce l’acquisizione di un
ruolo emarginante e squalificante con il rischio che verrà mantenuto con facilità
successivamente in altri rapporti sociali. A volte, la scuola non è in grado o forse
attrezzata a dare risposte ai minori provenienti dall’area dello svantaggio, porta-
tori di una sottocultura inaccettata e ciò determina non solo l’allontanamento e
l’abbandono della stessa da parte degli “alunni difficili”, ma ne abbassa il livello
di autostima e li accomuna favorendone l’aggregazione in gruppi, nei quali è
modello vincente la violenza in ognuno di loro latente.
Alla base di ciò non vi è solo il rifiuto del sistema scolastico percepito
come inadeguato e respingente, ma vi è anche il bisogno di assumere comunque
un ruolo - anche se negativo - appagante, che dà l’impressione al ragazzo di
essere e di contare qualcosa.
In conclusione, compito della scuola è quello di favorire il processo di
socializzazione degli individui al fine di inserirli nella società. Essa deve dare
“un sostanziale contributo a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che,
limitando di fatto l’uguaglianza e la libertà dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona” (art. 3 Cost.).
Migrazione interna, urbanizzazione, quartiere
Fondamentale importanza viene attribuita anche all’ambiente nel quale il
minore vive quotidianamente. È necessario, però, in primis soffermarsi sia sulla
migrazione interna sia sull’urbanizzazione, processi che possono concorrere nel
favorire l’aumento della criminalità minorile.
Per quel che concerne la correlazione tra “migrazione interna” e delin-
quenza, una ricerca condotta da Bandini, Gatti e Traverso nel 1976 ha eviden-
ziato che su 1.032 minori sottoposti a procedimento penale (Liguria) solo la
metà di questi era costituita da ragazzi nati in quella regione, mentre la restante
metà era costituita da ragazzi provenienti da Sicilia, Calabria e Campania.
Anche in questo caso bisogna sottolineare che non vi è un nesso determini-
stico; è indubbio però che al processo migratorio conseguono spesso effetti disa-
dattivi di tipo socio-patologico e psicologico, e ciò si verifica quando la città che
ospita non è attrezzata adeguatamente (ci si riferisce a strutture sociali e sanitarie).
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