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DOTTRINA
Emerge, da un punto di vista statistico, che tra i giovani delinquenti esiste
più frequentemente un “rapporto affettivo ” molto intenso con la madre e, con-
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temporaneamente, un’assenza della figura paterna, o un sentimento da parte del
ragazzo di essere respinto, di non essere accettato dal padre. La rottura del rap-
porto ragazzo-padre, per il fatto che il padre rappresenta il modello normativo
per la coscienza etico-sociale, mette in crisi questo modello di identificazione e
per molti autori questo fattore sarebbe alla base di comportamenti devianti.
Gli atteggiamenti del padre che possono influire sul figlio sono:
padre iperprotettivo (ansioso), deleterio perché proietta nei figli la propria
insicurezza e impedisce i processi di autonomia e di arricchimento delle espe-
rienze personali che rendono possibile la trasformazione del bambino in adulto;
padre debole, dannoso perché priva i figli del modello di forza e di virilità
che essi cercano;
padre super-occupato, molto comune nella nostra società dove le esigenze
sono elevate e costringono il capo famiglia a dedicare il massimo tempo al lavoro
e al guadagno e minimo tempo ai figli e alla vita familiare;
padre autoritario, esprime un tipo di temperamento caratterizzato dall’in-
capacità di comprendere le esigenze familiari e soprattutto dei figli.
Disgregazione familiare
“Numerose ricerche sullo sviluppo psicoaffettivo del giovane delinquente
riguardano la disgregazione familiare nel suo complesso (broken home), intenden-
dosi con questo termine l’assenza di almeno uno dei due genitori, anche se non
continua e definitiva (morte, abbandono, separazione, divorzio, istituzionalizza-
zione di almeno uno dei genitori) ”.
(19)
È opportuno distinguere i termini di dissociazione familiare, disunione
familiare e carenza affettiva.
Le famiglie dissociate, sono quelle la cui unità è materialmente infranta, per
morte di uno o di entrambi i genitori o per separazione coniugale o per deten-
zione o per ricoveri ospedalieri che si prolungano per qualche anno.
Le famiglie disunite, sono quelle nelle quali persiste materialmente il
nucleo, ma non vi è coesione affettiva fra i singoli e soprattutto non vi è inte-
ressamento affettivo per i figli da parte dei genitori.
(18) Alcuni autori hanno messo in evidenza come nell’ambiente familiare possano instaurarsi par-
ticolari dinamiche relazionali che preparano o facilitano il processo di disadattamento o
deviante. Ciò si verifica, per esempio, se la famiglia fa parte di una sottocultura deviante o
criminale, o se uno dei suoi membri ha già intrapreso una carriera deviante ponendosi come
modello negativo di identificazione.
(19) T. BANDINI, U. GATTI, Delinquenza giovanile, ed. Giuffrè, Milano, 1987, pag. 56.
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