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DOTTRINA
Il ruolo della famiglia in relazione alla criminalità minorile è stato osservato
in particolar modo dalla criminologia e le indagini condotte hanno individuato
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diversi fattori che, durante l’infanzia e l’adolescenza, sono in grado di influire
sulla personalità antisociale del minore.
Fattori, variamente discussi, che si possono riassumere nelle seguenti cate-
gorie:
carenze materne;
privazione paterna;
disgregazione familiare;
dimensione della famiglia;
disciplina parentale.
Carenze materne
Nell’ambito familiare, una posizione centrale è assunta dalla figura materna,
specialmente nei primi anni di vita, per l’intenso legame che stabilisce con il
figlio. Relazione, questa, che inizia già nella fase del concepimento ed evolve
durante momenti successivi della gravidanza, del parto, dell’allevamento.
A tale proposito ricerche condotte da studiosi (psicoanalisti) come Bowlby,
Spitz, Wolf, mettono in evidenza gli effetti negativi della privazione o dell’inade-
guatezza delle cure materne nei primi mesi di vita dell’individuo. Si sostiene, cioè,
che i bambini privati di cure materne mostrano tutta una serie di disturbi che si
ripercuotono sulla crescita intellettiva, affettiva e sociale.
Bowlby, in particolare, ha notato l’esistenza di notevoli correlazioni tra pri-
vazione affettiva e comportamento antisociale del ragazzo, ciò in base alle
carenze affettive da allontanamento per i ricoveri in ospedale o in istituti di rie-
ducazione, in fasi precoci della vita. Egli osservò, nel 1946, a Londra un gruppo
di quarantaquattro ladri minorenni in relazione ad un gruppo di controllo
(costituito da ragazzi della stessa età e sesso che non avevano mai commesso
un reato).
I risultati misero in evidenza che il quaranta per cento dei ragazzi ladri
aveva avuto nei primi cinque anni di vita una separazione duratura, o molto
lunga, dalla madre, mentre solo il cinque per cento del gruppo di controllo, cioè
solo due ragazzi, avevano avuto la stessa dolorosa esperienza.
La tesi di Bowlby, però, è stata criticata da altri studiosi in quanto:
ha avuto profonde conseguenze pratiche sulle politiche di prevenzione
(16) E più specificamente dai criminologi ad orientamento sociologico che studiano l’istituzione
familiare come il luogo di mediazione tra individuo e società, e dai criminologi ad orienta-
mento psicologico, che studiano le dinamiche all’interno del contesto familiare.
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