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IL COINVOLGIMENTO DEI MINORI NELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
e trattamento della delinquenza minorile, per esempio, per un certo periodo c’è
stata una forte tendenza, soprattutto da parte dei Tribunali minorili, a tenere, a
ogni costo, i bambini in situazioni magari disastrose e intollerabili pur di non
mandarli in istituti ;
(17)
non ha sottolineato la distinzione tra separazione fisica e psicologica
della madre (Andry).
Appare opportuno e necessario, quindi, considerare anche le carenze che
si verificano in situazioni nelle quali la figura materna, pur essendo vicina al
bambino, si trova nell’incapacità di fornirgli cure adeguate e soddisfacenti.
Situazione questa che si verifica nel caso in cui la madre rifiuta il figlio:
perché conseguenza di un errore sessuale: è questo il problema delle madri
nubili con a carico figli illegittimi;
perché crea loro dei problemi e delle difficoltà: è questo il caso di donne molto
povere che lottano per l’esistenza;
per occupazione lavorativa: è questo il caso di donne con attività lavorativa
disordinata e saltuaria che la soddisfa meno, economicamente e moralmente,
rendendola madre poco serena e poco efficiente i cui rapporti con il figlio risul-
tano cronologicamente disordinati.
Privazione paterna
La figura paterna, ricopre, già in fase precoce, un ruolo fondamentale nella
vita affettiva del bambino. Funzione importante del padre è quella di interporsi
nello stretto legame madre-bambino, diventando il primo rappresentante della
realtà sociale esterna. I figli manifestano nei confronti del padre una naturale
tendenza all’emulazione, all’identificazione e infine all’introiezione dei principi
di vita.
Alcuni autori hanno tentato di correlare la privazione paterna alla delin-
quenza conducendo ricerche che però non hanno rilevato in ciò nessun fattore
eziologico della delinquenza. Ciò che invece è sembrato più rilevante è il pro-
blema dei rapporti perturbanti, disturbanti o inesistenti in presenza della figura
paterna. I coniugi Gluek, infatti, svolgendo una ricerca, hanno notato che l’af-
fetto del figlio per il padre e la qualità del loro legame rappresenterebbero il fat-
tore che discrimina i ragazzi delinquenti da quelli non delinquenti. I risultati
della ricerca hanno evidenziato che nel gruppo dei ragazzi non delinquenti l’ot-
tanta per cento aveva un legame affettivo valido (in termini relazionali e di
comunicazione), mentre soltanto nel quaranta per cento della popolazione
delinquenziale veniva trovato un rapporto valido.
(17) G. DE LEO, La devianza minorile, Carrocci, Roma, 2002, pag. 86.
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