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LA COOPERAZIONE GIUDIZIARIA PENALE IN MATERIA DI BENI CULTURALI
Tra i tanti, l’assenza di documentazione contabile comprovante la prove-
nienza lecita dei beni, le dichiarazioni a contenuto confessorio di alcuni partecipi
(la moglie di Becchina titolare della Palladion circa la provenienza illecita di tutti
i reperti di provenienza dell’Italia meridionale e Sardegna trattati dalla predetta
galleria, quelle di alcuni restauratori, del riciclatore Robert Echt), la provenienza
da siti italici dei reperti riscostruita dalle consulenze rese nei procedimenti a
carico dei due trafficanti, il ruolo consapevole degli intermediari e studiosi col-
legati ai musei dove si trovano alcuni dei reperti da recuperare, l’assenza di qual-
sivoglia documento all’esportazione da parte delle competenti autorità italiane.
L’adeguata valorizzazione di tali elementi nello strumento di cooperazione
utilizzato a fini di indagine, sequestro o confisca, può costituire il volano per
una restituzione su base volontaria.
Tali circostanze si sono verificate in almeno un caso azionato dalla
Procura di Roma, trattato dal nostro Desk, dove alcuni di tali elementi sono stati
riportati nell’OIE, hanno determinato la decisione di restituzione spontanea, in
via amministrativa, da parte del Governo olandese.
Dal punto di vista metodologico vi è poi da osservare che in questi casi,
oltre che con l’indagine a carico di ignoti per esportazione illecita e ricettazione
può parallelamente procedersi con richiesta di confisca tramite incidente di ese-
cuzione nei procedimenti originari, ovvero con OEI emesso in un nuovo pro-
cedimento a carico degli stessi Becchina e/o Medici, ed ottenere, anche tramite
archiviazione, la confisca per l’esportazione illecita dei manufatti.
3. Gli strumenti di cooperazione esperibili per ottenere la restituzione
dei beni culturali: le diverse opzioni in campo e le sinergie operative
3.1 Le restituzioni in via privata e amministrativa previste dalla normativa internazionale
Il regime giuridico di tali restituzioni è stato disciplinato, nel tempo, con i
seguenti principali strumenti di diritto internazionale:
la Convenzione UNESCO 1970, che prevede la restituzione, mediante
canali diplomatici, dei soli beni rubati in musei o istituzioni pubbliche situati sul
territorio di uno Stato contraente;
la Convenzione UNIDROIT 1995, che introduce un generale obbligo
di restituzione dei beni culturali rubati;
la Convenzione ONU sul crimine organizzato transnazionale del 2000,
di cui si stanno scoprendo inediti ambiti operativi come quelli relativi al traffico
di beni culturali ove vi sia il coinvolgimento di un gruppo criminale organizzato;
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