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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE




                  Tali archivi fotografici hanno costituito oggetto di sequestro probatorio nei
             procedimenti a carico di Medici Giacomo  e Becchina Giovanni Franco , traffi-
                                                                                 (6)
                                                    (5)
             canti internazionali di reperti archeologici illecitamente scavati o rubati nel territo-
             rio nazionale e poi venduti a musei di tutto il mondo, oltre che a privati, o diretta-
             mente tramite le imprese svizzere “Antike Kunst Palladion” (Becchina), Edition Service
             ed altre (controllate da Medici), ovvero tramite case d’aste, ovvero ancora tramite
             l’intermediazione di mercanti d’arte complici (nel caso Medici, Robert Echt, reo
             confesso) di studiosi collegati ai musei acquirenti e consapevoli della provenienza
             illecita dei reperti (come ad esempio Konrad Schauenburg e Arthur Dale Trendall,
             quest’ultimo emerso anche in casi analizzati ai fini del presente lavoro).
                  Le vicende Becchina e Medici, entrambi condannati in via definitiva dal
             Tribunale di Roma, la provenienza illecita dei beni da loro commercializzati e le
             complicità sopra indicate, hanno assunto, nel contesto internazionale dell’arte
             antica, la dimensione del fatto notorio, ed hanno costituito oggetto di pubbli-
             cazioni scientifiche e di documentari televisivi e notizie dell’UNESCO .
                                                                                 (7)
                  La cattiva pubblicità, ovvero la spinta etica conseguente all’accertata pro-
             venienza di molti reperti di musei pubblici e privati da tali attività illecite, l’adesione
             degli stessi ad organizzazioni quali l’International Council of  Museums (ICOM) e
             l’adesione al suo codice etico, hanno determinato, nel tempo, iniziative anche
             spontanee di restituzioni dei beni all’Italia individuati nelle predette sentenze a
             carico di Becchina e Medici.
                  In tali archivi sono presenti fotografie sia di reperti archeologici sequestrati
             e poi confiscati durante le perquisizioni disposte nei procedimenti esitati in sen-
             tenze (che costituirono a loro tempo oggetto di perizie che ne determinarono
             l’identità con i reperti e l’appartenenza allo Stato italiano) che di reperti non rin-
             venuti, non periziati e che non hanno mai costituito oggetto di specifico prov-
             vedimento di sequestro o confisca.
                  Dalla lettura delle sentenze si ricavano molteplici elementi che possono
             serenamente sorreggere, da una parte, la prova della provenienza da scavi clan-
             destini sul suolo italico (e quindi della proprietà dello Stato italiano ai sensi
             dell’articolo 826, comma 2, c.c.), e dall’altra la prova dell’esportazione illecita dei
             beni culturali italiani ivi effigiati.

             (5)  40402/2000 RGNR, Procura della Repubblica di Roma.
             (6)  40636/2001 RGNR, Procura della Repubblica di Roma.
             (7)  Per citarne solo alcuni: https://www.architecturaldigest.com/story/new-documentary-spotlights-
                  detective-work-behind-infamous-art-theft;  https://chasingaphrodite.com/2011/06/24/the-bec-
                  china-dossier-a-new-window-into-the-illicit-trade/; https://traffickingculture.org/case_note/gian-
                  franco-becchina/;  https://traffickingculture.org/case_note/giacomo-medici/;  https://en.une-
                  sco.org/courier/2020-4/itinerary-stolen-stele; https://www.cambridge.org/core/journals/inter-
                  national-journal-of-cultural-property/article/abs/returning-archaeological-objects-to-
                  italy/D556D86C36C2534E9FF89557FDADF729.

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