Page 119 - Rassegna 2022-2
P. 119

SPUNTI PER UNA NUOVA IMPOSTAZIONE TEORICA SULLE STRADE VICINALI
                                      SOGGETTE A PUBBLICO TRANSITO




               ripristino dell’uso pubblico  ma, in base all’art. 15, d.l.lgt. 1446/1918, che con-
                                         (64)
               ferisce  al  Sindaco,  in  figura  di  rappresentante  della  collettività,  il  dovere  di
               custodire, vigilare e ripristinare l’accesso alle strade vicinali, si può leggere anche
               un “obbligo attivo di procedere” ricondotto all’Ufficio del Sindaco. Di più dif-
               ficile lettura, infine, l’art. 84  della legge 2248/1865, All. F; ci si può infatti
                                           (65)
               domandare chi dovrebbe essere il soggetto legittimato a percepire le somme
               derivanti dal risarcimento del danno ivi contemplato. Anche in considerazione
               di quanto sancito dall’art. 51 della medesima legge, può avanzarsi l’ipotesi che
               tali somme, erogate in beneficio della manutenzione della strada, dovrebbero
               essere riscosse e gestite dai consorzi disciplinati dal d.l.lgt. 1446/1918, ovvero,
               in caso di temporanea vacanza di questi, essere affidati in gestione separata al
               Comune, nel rispetto del vincolo di destinazione cui sono impegnati.
                    Così sommariamente delineate le forme di tutela amministrativa e giurisdi-
               zionale, nel paragrafo che segue tenteremo di proporre un esempio di poten-
               ziale “rivendica” del diritto di uso pubblico gravante su quegli itinerari antica-
               mente costituenti il patrimonio viario della Dogana dei Paschi di Siena.

               (64)  L’argomento esula evidentemente dagli stretti termini del presente articolo. Ci limitiamo qui
                    a ricordare che l’azione amministrativa si configura come attività preordinata al persegui-
                    mento di fini d’interesse generale predeterminati dalla legge. In tale contesto la pubblica
                    amministrazione deve cercare la massimizzazione dell’interesse pubblico primario operando
                    con la minor compressione di altri interessi secondari; compressione della quale è chiamata
                    a dar conto nella motivazione del provvedimento adottato. Ciò premesso, il discrimen tra
                    “attività vincolata” ed “attività discrezionale” deve essere ricercato nella legge, o meglio
                    negli elementi strutturali della norma attributiva del potere amministrativo; in particolare
                    sarà vincolato quel potere conferito da un precetto legale disciplinante in modo puntuale e
                    dettagliato an, quid, quomodo e quando di una determinata attività amministrativa. Nel caso
                    di specie, in particolare, si concorda con quell’indirizzo giurisprudenziale che tende a rico-
                    struire i provvedimenti ablativi di carattere personale in oggetto (ordini) nei termini di atti
                    sostanzialmente vincolati (emanati inaudita altera parte), in quanto motivati unicamente dal
                    perdurante impedimento di un (preesistente) uso pubblico. In merito si vedano, tra le altre,
                    TAR  Campania,  Napoli,  8420/2004  in:  M.  IASELLI,  Le  problematiche  giuridiche  del  demanio,
                    Santarcangelo  di  Romagna  (RN),  2014,  pagg.  384-385  e  TAR  Lombardia,  Brescia,
                    991/2010, in: P. LORO, Strade demaniali di uso pubblico, repertorio di giurisprudenza 2009-2013,
                    Padova, 2014, pagg. 10-11. Com’è noto la tematica rileva anche con riguardo ai cosiddetti
                    “criteri di distinzione” tra diritti soggettivi e interessi legittimi. In particolare, la dottrina
                    prevalente è solidamente orientata nell’identificare come diritto soggettivo la posizione giu-
                    ridica del singolo correlata all’esercizio di un potere vincolato da parte della pubblica ammi-
                    nistrazione (si afferma, infatti, che il privato, in tali casi, sarebbe sempre in grado di preve-
                    dere, ex ante, il comportamento adottabile dall’amministrazione). La giurisprudenza ammi-
                    nistrativa, di contro, è solita qualificare come interesse legittimo la posizione giuridica van-
                    tata dal singolo anche in tutti quei casi nei quali i vincoli ricavabili dalla norma attributiva
                    appaiano “finalizzati principalmente alla tutela dell’interesse pubblico” (M. CLARICH, cit.,
                    pag. 136). Un diritto vivente, questo, che bene si allinea con quanto si tenterà di sostenere
                    in conclusione del presente elaborato.
               (65)  Art. 84: “nessuno può ingombrare o scaricare acque o fare opera qualunque la quale pregiu-
                    dichi il libero passaggio sulle strade vicinali, o alteri la forma di esse. I contravventori saranno
                    tenuti a risarcire i danni e rimettere le cose nel primiero stato”.

                                                                                        117
   114   115   116   117   118   119   120   121   122   123   124