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SPUNTI PER UNA NUOVA IMPOSTAZIONE TEORICA SULLE STRADE VICINALI
SOGGETTE A PUBBLICO TRANSITO
6. Soggettività giuridiche e forme di tutela giurisdizionale
Alla luce delle osservazioni sin qui stese, possiamo quindi concludere che
alle due species di “utente di strada vicinale” analizzate nel par. 4 corrispondono
le due diverse situazioni giuridiche descritte nel par. 5, pertanto:
a. gli utenti non occasionali, che dal libero transito ottengono varie e continua-
tive utilità, possono essere identificati con i singoli componenti delle comunità
territoriali, titolari, uti cives, di un diritto reale di godimento appartenente alle
medesime collettività;
b. gli utenti occasionali, che dal libero transito ottengono utilità sporadiche,
possono essere identificati nei titolari di un interesse qualificato all’esercizio del-
l’uso pubblico, fruibile sia singolarmente, sia in quanto gruppo espressione di
una determinata “categoria”.
Delineato quindi l’elemento soggettivo della fattispecie in esame, una ulte-
riore riflessione può essere avanzata relativamente alla legittimazione attiva in
capo a ciascuna categoria di “utente”, in quanto soggetto portatore di una situa-
zione giuridica meritevole di tutela giurisdizionale.
In particolare, per quanto detto, la comunità territoriale può vedere collet-
tivamente tutelato il proprio, originario, diritto reale di uso pubblico agendo
innanzi all’Autorità giudiziaria ordinaria per il tramite dei propri componenti.
Gli “utenti esterni”, di contro, possono adire singolarmente il Giudice
ordinario per veder tutelato il proprio interesse qualificato all’esercizio del dirit-
to di uso .
(59)
Innanzi al G.O., quindi, tanto i primi (uti singuli et cives) quanto i secondi (uti singuli)
appaiono legittimati a domandare l’accertamento della concreta situazione di
diritto - e la condanna al ripristino della conseguente situazione di fatto che si
assume violata - ricorrendo, a seconda del caso, alle ordinarie azioni a difesa del
possesso ex artt. 1168 - 1172 c.c. ovvero all’azione confessoria ex art. 1079 c.c.
A nostro parere, i membri della comunità potrebbero altresì ricorrere alle azioni
petitorie, quantomeno ai sensi degli artt. 949, 950 e 951 c.c. .
(60)
Alla luce di quanto osservato nel paragrafo 5.2, inoltre, la destinazione di
uso pubblico, sotto forma di interesse diffuso della collettività, ad oggi appare
suscettibile di conoscere una (embrionale) tutela giuridica collettiva solo nelle
forme della tutela amministrativa, tanto antecedente quanto successiva all’ado-
zione di un provvedimento lesivo dell’interesse collettivo.
(59) Cfr. A. DAFARRA, cit., pag. 1143.
(60) Non ci dilunghiamo oltre sul punto se non per anticipare che nel paragrafo nono tenteremo
di ricondurre le vicinali pubbliche entro il contesto delle situazioni giuridiche di appartenenza
collettiva.
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