Page 117 - Rassegna 2022-2
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SPUNTI PER UNA NUOVA IMPOSTAZIONE TEORICA SULLE STRADE VICINALI
                                      SOGGETTE A PUBBLICO TRANSITO




               6.  Soggettività giuridiche e forme di tutela giurisdizionale
                    Alla luce delle osservazioni sin qui stese, possiamo quindi concludere che
               alle due species di “utente di strada vicinale” analizzate nel par. 4 corrispondono
               le due diverse situazioni giuridiche descritte nel par. 5, pertanto:
                    a. gli utenti non occasionali, che dal libero transito ottengono varie e continua-
               tive utilità, possono essere identificati con i singoli componenti delle comunità
               territoriali, titolari, uti cives, di un diritto reale di godimento appartenente alle
               medesime collettività;
                    b. gli utenti occasionali, che dal libero transito ottengono utilità sporadiche,
               possono essere identificati nei titolari di un interesse qualificato all’esercizio del-
               l’uso pubblico, fruibile sia singolarmente, sia in quanto gruppo espressione di
               una determinata “categoria”.
                    Delineato quindi l’elemento soggettivo della fattispecie in esame, una ulte-
               riore riflessione può essere avanzata relativamente alla legittimazione attiva in
               capo a ciascuna categoria di “utente”, in quanto soggetto portatore di una situa-
               zione giuridica meritevole di tutela giurisdizionale.
                    In particolare, per quanto detto, la comunità territoriale può vedere collet-
               tivamente tutelato il proprio, originario, diritto reale di uso pubblico agendo
               innanzi all’Autorità giudiziaria ordinaria per il tramite dei propri componenti.
                    Gli  “utenti  esterni”,  di  contro,  possono  adire  singolarmente  il  Giudice
               ordinario per veder tutelato il proprio interesse qualificato all’esercizio del dirit-
               to di uso .
                        (59)
                    Innanzi al G.O., quindi, tanto i primi (uti singuli et cives) quanto i secondi (uti singuli)
               appaiono legittimati a domandare l’accertamento della concreta situazione di
               diritto - e la condanna al ripristino della conseguente situazione di fatto che si
               assume violata - ricorrendo, a seconda del caso, alle ordinarie azioni a difesa del
               possesso ex artt. 1168 - 1172 c.c. ovvero all’azione confessoria ex art. 1079 c.c.
               A nostro parere, i membri della comunità potrebbero altresì ricorrere alle azioni
               petitorie, quantomeno ai sensi degli artt. 949, 950 e 951 c.c. .
                                                                         (60)
                    Alla luce di quanto osservato nel paragrafo 5.2, inoltre, la destinazione di
               uso pubblico, sotto forma di interesse diffuso della collettività, ad oggi appare
               suscettibile di conoscere una (embrionale) tutela giuridica collettiva solo nelle
               forme della tutela amministrativa, tanto antecedente quanto successiva all’ado-
               zione di un provvedimento lesivo dell’interesse collettivo.


               (59)  Cfr. A. DAFARRA, cit., pag. 1143.
               (60)  Non ci dilunghiamo oltre sul punto se non per anticipare che nel paragrafo nono tenteremo
                    di ricondurre le vicinali pubbliche entro il contesto delle situazioni giuridiche di appartenenza
                    collettiva.

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