Page 118 - Rassegna 2022-2
P. 118
AGRO ECO AMBIENTE
In particolare, ai sensi dell’art. 9, legge 241/1990, l’ente esponenziale, rap-
presentativo della collettività portatrice dell’interesse diffuso, a nostro avviso,
ben potrebbe intervenire nel procedimento amministrativo preordinato all’ado-
zione di un provvedimento potenzialmente pregiudizievole del libero transito;
ovvero impugnare il medesimo provvedimento una volta emesso, andando
quindi a sfruttare quell’orientamento giurisprudenziale che riconosce, a tali
manifestazioni sociali, la facoltà di adire l’Autorità giudiziaria amministrativa
ovvero di valersi dello strumento di cui al ricorso amministrativo .
(61)
Alle sopra descritte forme di tutela, improntate alla difesa di un interesse che
si manifesta come eminentemente superindividuale, si uniscono poi le ordinarie
azioni promosse dalla Pubblica Amministrazione a salvaguardia dell’interesse
pubblico. In particolare, di fronte ad abusi privati tesi ad impedire il libero utilizzo
da parte della collettività, l’Amministrazione comunale, non solo è legittimata a
ricorrere al potere di autotutela possessoria di diritto pubblico di cui agli artt. 823
(62)
e 835 c.c., all’art. 378 , legge 2248/1865, All. F, in quanto rimedi finalizzati al
(63)
(61) Ipotizzando una esemplificazione di quanto detto, un ente esponenziale di utenti (una semplice
associazione non riconosciuta, un comitato, etc.) potrebbe impugnare l’atto amministrativo di
classificazione di una strada (per violazione di legge, incompetenza o eccesso di potere) innanzi
al competente TAR per domandarne l’annullamento; ovvero decidere di partecipare al relativo
procedimento amministrativo, facendosi così portatore delle istanze provenienti dalla collettività.
In merito agli “elenchi delle strade vicinali”, ad oggi si discute sulla obbligatorietà, o meno, della
loro formazione, dal momento che gli unici riferimenti normativi in materia, ossia l’art. 83 del
r.d. 297/1911 (previsione della compilazione, da parte del Comune, dell’elenco delle vie vicinali
soggette al pubblico transito) e l’art. 1, lett. g) della legge 181/1961 (assegnazione al Ministero
dei lavori pubblici il compito di formare e tenere un elenco di tutte le strade non statali di uso
pubblico) sono stati abrogati (rispettivamente dalla legge 142/1990 e dal d.l. 112/2008, conv.
con modificazioni in legge 133/2008). Nonostante tali sviluppi legislativi, l’orientamento mag-
gioritario, tanto in dottrina quanto in giurisprudenza, propende per la loro (perdurante) obbliga-
torietà; pertanto, visto il vuoto normativo, si ritiene che il procedimento di classificazione delle
strade vicinali possa essere adattato sulle le norme disciplinanti la formazione degli elenchi delle
strade comunali, considerata l’identità dell’interesse pubblico sotteso (cfr. E. VINCI, cit., pag. 84).
(62) Gli strumenti utilizzabili dal Sindaco possono essere diffide, inviti ed ordinanze. In questa
materia, in particolare, l’ordinanza risulta uno strumento molto efficace soprattutto perché
si ritiene possa essere adottata anche in assenza del requisito dell’urgenza, requisito quest’ul-
timo che, laddove presente, legittima il Sindaco a disporre l’immediata esecuzione della
messa in pristino (cfr. E. VINCI, cit., pag. 85). Per l’emanazione e per l’esecuzione di tali ordi-
nanze, si seguono le disposizioni del Testo unico enti locali (d.lgs. 267/200, cosiddetto
TUEL) e, in caso di violazioni del Codice della strada, le previsioni di cui al d.lgs. 285/1992.
(63) Art. 378: “Per le contravvenzioni alla presente legge, che alterano lo stato delle cose, è riser-
vato al prefetto l’ordinare la riduzione al primitivo stato, dopo di aver riconosciuta la regolarità
delle denunce, e sentito l’ufficio dei Genio civile. Nei casi di urgenza il medesimo fa eseguire
immediatamente di ufficio i lavori per il ripristino. Sentito poi il trasgressore per mezzo del-
l’autorità locale, il prefetto provvede al rimborso a di lui carico delle spese degli atti e della ese-
cuzione di ufficio, rendendone, esecutoria la nota, e facendone riscuotere l’importo nelle
forme e coi privilegi delle pubbliche imposte. Il prefetto promuove inoltre l’azione penale con-
tro il trasgressore, allorché lo giudichi necessario od opportuno. Queste attribuzioni sono eser-
citate dai sindaci quando trattasi di contravvenzioni relative ad opere pubbliche dei comuni”.
116

