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DOTTRINA
serial killer non scoperti per un periodo significativo;
individui con alti punteggi di psicopatia che si trattengono dall’assumere
condotte antisociali;
individui con alti punteggi di psicopatia e alti livelli di intelligenza.
In sintesi, gli psicopatici di successo presentano problematiche simili a
quelle degli psicopatici istituzionalizzati per quanto riguarda la sfera emotiva,
non essendo in grado, per esempio, di entrare in empatia o di provare paura, ma
sono allo stesso tempo caratterizzati da un funzionamento cognitivo superiore
che permette loro di adattarsi perfettamente al contesto sociale, sfruttandolo a
proprio vantaggio per raggiungere i propri obiettivi, che solitamente corrispon-
dono a posizioni di potere .
(24)
A causa di queste caratteristiche, molti studiosi sottolineano come essi, nel
lungo periodo, possano danneggiare più gravemente la società .
(25)
Tuttavia, la letteratura su queste tematiche è ancora esigua e molti studiosi
incoraggiano a ulteriori ricerche nel campo della psicopatia di successo, per
giungere a una definizione maggiormente condivisa del costrutto .
(26)
Ciò che risulta evidente è che anche il comportamento degli psicopatici di
successo può essere compreso sotto la prospettiva del disimpegno morale, poiché
sono individui che non sentono il minimo rimorso per le loro azioni immorali
e hanno le capacità cognitive che permettono loro di agire senza essere scoperti e,
quindi, essere sottoposti alla censura sociale.
Una buona parte della ricerca scientifica, quindi, ha concentrato il proprio
interesse e le proprie risorse nell’esplorare la natura del legame presente tra psi-
copatia e disimpegno morale, producendo un ampio numero di studi. Già nel 1996,
infatti, Bandura, Barbaranelli, Caprara e Pastorelli, nel loro studio sul ruolo dei
meccanismi del disimpegno morale nell’esercizio dell’agency morale, si sono sof-
fermati sul fatto che il comportamento deleterio sia incrementato dall’utilizzo
del disimpegno morale, con l’effetto concomitante di ridurre sia le condotte
prosociali sia l’autocensura anticipatoria, e di promuovere reazioni cognitive e
affettive che favoriscono l’aggressività e, in certi casi, il comportamento delin-
quenziale.
Secondo gli autori, dunque, il disimpegno morale condiziona le condotte
antisociali sia direttamente sia indirettamente tramite la sua influenza sulla pro-
socialità, sul livello del senso di colpa e sulla propensione all’aggressività; chi
presenta alti livelli di disimpegno morale, a prescindere dalla classe sociale, dall’età,
(24) GLENN e RAINE, 2016.
(25) BABIAK, NEUMANN e HARE, 2010.
(26) GLENN e RAINE, 2016; PERSSON e LILIENFELD, 2019.
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