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GLI APPALTI PUBBLICI PER L’INNOVAZIONE QUALE OPPORTUNITÀ
                                 PER LA MODERNIZZAZIONE ISTITUZIONALE



                     Anche se non annoverabile tra le fonti normative in senso stretto, è utile
               citare la Public Procurement Guidance for pratictioners , che è un manuale operativo
                                                              (3)
               pubblicato dalla Commissione europea nel 2018 con l’intento di fornire agli
               addetti ai lavori nel campo del procurement pubblico una panoramica degli stru-
               menti disponibili e delle migliori buone pratiche maturate in campo comunita-
               rio. Il documento è nato principalmente con lo scopo di fornire indicazioni e
               suggerimenti per evitare gli errori frequentemente compiuti dalle amministra-
               zioni pubbliche impegnate nelle procedure di appalto, con particolare riferi-
               mento a quelle co-finanziate da Fondo di coesione, dal Fondo europeo di svi-
               luppo regionale (FESR) e dal Fondo sociale europeo (FSE).


               3.  Il quadro normativo nazionale
                     Con il D.Lgs. n. 50/2016 (Codice dei Contratti pubblici) l’Italia ha rece-
               pito le tre direttive della Commissione europea relative al procurement pubblico:
               la n. 2104/23/EU, n. 2104/24/EU e n. 2104/25/EU. Il Codice è stato modi-
               ficato  con  il  D.Lgs.  n.  56/2017  ed  è  stato  ulteriormente  aggiornato  con  la
               Legge n. 55/2019 (cosiddetta “Sblocca cantieri”) e con la legge n. 120/2020
               (cosiddetta “Decreto semplificazioni”). Il Codice costituisce un testo unico teso
               a disciplinare in ambito nazionale la materia e gli adempimenti richiesti in tema
               di appalti pubblici per lavori, forniture e servizi. Con particolare riferimento alla
               materia del procurement innovativo, il Codice prevede alcune procedure di appal-
               to progettate specificatamente per agevolare l’innovazione, alcune delle quali
               derivate  da  procedure  già  sperimentate  nell’ambito  della  propria  normativa
               nazionale da alcuni Stati membri della UE (ad esempio la Gran Bretagna). Si
               tratta di quattro diverse procedure, che come meglio evidenziato successiva-
               mente, hanno tra loro alcuni elementi in comune e altri di differenziazione:
                     ➣ la procedura competitiva con negoziazione (art. 62 del Codice);
                     ➣ il dialogo competitivo (art. 64 del Codice);
                     ➣ il partenariato per l’innovazione (art. 65 del Codice);
                     ➣ il concorso di progettazione (art. 152 del Codice).
                     L’accordo pre-commerciale, sebbene possa utilmente essere impiegato per
               stimolare l’innovazione, non è contemplato espressamente dal Codice.
                     Infine, l’appalto di ricerca e sviluppo, che pur rientrando nel ventaglio di
               strumenti per conseguire soluzioni innovative, non è classificabile come una
               procedura con peculiarità proprie, ma può essere affidato mediante qualsiasi
               procedura di appalto pubblico disciplinata dal Codice.

               (3)   Commissione europea, Public…, cit.

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