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GLI APPALTI PUBBLICI PER L’INNOVAZIONE QUALE OPPORTUNITÀ
                                 PER LA MODERNIZZAZIONE ISTITUZIONALE



               competitiva delle imprese italiane ed europee sul mercato internazionale, con-
               tribuendo al sostegno di un’industria nazionale all’avanguardia e creando occu-
               pazione qualificata nel Paese.
                     Le  esigenze  del  settore  pubblico  hanno  tradizionalmente  costituito  un
               importante motore di innovazione in molti settori (in primis, ad esempio, quello
               della sicurezza e difesa, delle telecomunicazioni, dell’energia ecc.) che poi hanno
               generato, a cascata, diffusione di innovazione in altri settori (basti pensare a
               Internet e al GPS, entrambi sviluppati inizialmente per scopi militari e oggi
               strumenti diffusi globalmente con molteplici applicazioni).
                     Generare innovazione non significa solo produrre sviluppo tecnologico e
               nuovi  beni,  ma  apportare  cambiamenti  migliorativi  in  senso  più  ampio.
               L’innovazione può infatti esprimersi in varie forme: innovazione di prodotto, di
               processo, di organizzazione e di commercializzazione. Gli appalti per l’innova-
               zione rappresentano una risposta necessaria alle esigenze insoddisfatte o alle
               nuove aspettative per le quali le soluzioni esistenti sul mercato non risultano
               adeguate.
                     Il ricorso agli appalti pubblici per l’innovazione non è obbligatoria e si
               basa unicamente sulla libera ed autonoma scelta delle pubbliche amministrazio-
               ni. Nonostante tale mancanza di obbligatorietà, è possibile registrare una cre-
               scente tendenza, sia in ambito nazionale sia comunitario, verso un maggiore uti-
               lizzo di tali procedure. Ad oggi, gli appalti innovativi sono già stati sperimentati
               positivamente, soprattutto grazie alla forte spinta impressa dalla Commissione
               europea, da numerose istituzioni in ambito europeo, pubbliche amministrazioni
               statali nonché enti appartenenti ai vari gradi di governo territoriale.
                     L’analisi  di  alcune  di  queste  esperienze  può  utilmente  evidenziare  le
               migliori buone pratiche e i benefici, diretti e indiretti, concretamente consegui-
               bili. È quindi utile interrogarsi su quale possa essere il reale impatto dell’’ado-
               zione di tali strumenti su un’entità pubblica di grandi dimensioni come l’Arma
               dei Carabinieri, che presenta una notevole complessità organizzativa, una pro-
               fonda ramificazione territoriale, fabbisogni variegati e spesso non standardizza-
               ti, risorse finanziarie importanti ma tendenzialmente decrescenti. Tale articolo
               può costituire un valido caso per una valutazione sui vantaggi potenzialmente
               derivanti dal procurement innovativo.
                     Il presente articolo si prefigge, quindi, di offrire una panoramica generale
               sul quadro normativo di settore, mappando tutte le procedure disponibili, ma
               anche di individuare i potenziali effetti degli appalti pubblici per l’innovazione
               e valutare i benefici derivanti dall’eventuale adozione di un Piano strategico per
               il procurement innovativo nell’Arma dei Carabinieri.


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