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DOTTRINA
2. La cornice normativa comunitaria
Il framework normativo comunitario nel settore del procurement pubblico è
fondato su due pilastri fondamentali:
➣ alcuni principi del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea
(TFUE), con le modifiche apportate dal Trattato di Lisbona nel 2007, quali la
trasparenza, il reciproco riconoscimento, la proporzionalità, il divieto di discri-
minazione e l’equo trattamento;
➣ le tre direttive della Commissione Europea relative al procurement pubbli-
co: 2104/23/EU, 2104/24/EU e 2104/25/EU, tutte del 26 febbraio 2014.
Le direttive comunitarie, nel confermare il ruolo strategico del public procu-
rement, hanno introdotto alcune importanti novità, tra le quali il principio di effi-
cienza della spesa pubblica (best value for money) e della promozione dell’innova-
zione mediante gli appalti pubblici. A tale proposito, la Commissione europea
raccomanda alle pubbliche amministrazioni to make the best strategic use of public
procurement to spur innovation. Buying innovative products, works and services plays a key
role in improving the efficiency and quality of public services while addressing major societal
challenges .
(1)
Altri rilevanti cambiamenti apportati dalle tre direttive del 2014 sono:
➣ l’esplicito riferimento al procurement pre-commerciale (che in passato era
rimasto al di fuori del sistema normativo europeo);
➣ l’introduzione del partenariato per l’innovazione, che riunisce in un’unica
procedura l’acquisto di servizi di ricerca e sviluppo e quello di sviluppo di solu-
zioni innovative;
➣ l’incoraggiamento a ricorrere in misura maggiore alle consultazioni pre-
liminari di mercato, al fine di preparare in modo più accurato le procedure di
gara e, al contempo, di informare gli operatori economici dell’intendimento di
acquisire beni, servizi e lavori con determinate specifiche tecniche. Il confronto
e il dialogo continuo con il mercato, prima dell’avvio di una procedura di appalto,
consente altresì di identificare eventuali soluzioni innovative, capaci di rispon-
dere al meglio alle esigenze della stazione appaltante.
Secondo uno studio della Banca d’Italia “le direttive del 2014 introducono
numerosi elementi innovativi, optando per procedure marcatamente flessibili,
capaci di adattarsi alle esigenze che le amministrazioni intendono perseguire,
nell’alveo della propria discrezionalità” .
(2)
(1) Commissione europea, Public Procurement Guidance for Pratictioners, febbraio 2018.
(2) Banca d’Italia, Quaderni di Ricerca Giuridica, n. 89, Gli appalti pubblici tra istanze di sempli-
ficazione e normativa anticorruzione. Alla ricerca di un equilibrio tra legalità ed efficienza, giugno
2020.
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