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DOTTRINA



                  A tal proposito, un recente studio ha dimostrato empiricamente una diret-
             ta influenza della copertura mediatica di fatti di criminalità sulle pene irrogate
             dai giudici non togati .
                                 (32)
                  Di sicuro, il legislatore francese è intervenuto con una non trascurabile
             consapevolezza finalizzata alla tutela dei soggetti deboli e vulnerabili coinvolti
             in vicende penali, con il chiaro intento di assicurarne una effettiva protezione
             nei confronti della bulimica ricerca di notizie da parte dei mass media.
                  Tra gli strumenti legislativi, si prenda in considerazione, a titolo di mero
             esempio, la disposizione di cui all’art. 39-bis della legge del 29 luglio 1881 sulla
             libertà di stampa, che vieta la rivelazione dell’identità di un minore o di infor-
             mazioni che ne consentano l’identificazione in una serie di casi elencati; oppure
             l’art. 39-quinquies, della stessa legge, che vieta la rivelazione dell’identità o di
             informazioni che consentano l’identificazione di vittime di reati sessuali. Infine,
             si osservi anche, l’art. 35-quater, introdotto dalla legge n. 516 del 15 giugno 2000
             che rafforza la protezione della presunzione d’innocenza punendo con ammen-
             da “la diffusione con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto della riproduzione delle circo-
             stanze di un reato, allorquando tale riproduzione attenti gravemente alla dignità di una vit-
             tima e sia realizzata senza il suo consenso”.
                  Il problema tuttavia, anche in territorio francese, così come in Italia, sem-
             bra assumere proporzioni di rilievo, specie se ci si sposta dal piano della law in
             the books su quello della law in action, con conseguente mancanza di effettività.
                  Se, poi, spostiamo la riflessione in terra spagnola, la situazione non cambia
             affatto. I rischi della “mediatizzazione” della giustizia penale sono ugualmente
             presenti e il giudizio sociale sulla responsabilità penale dell’indagato/imputato,
             smarrisce  il  filtro  procedurale,  tristemente  sostituito  dalla  ben  più  celere  ed
             “informale” trattazione mediatica dei capi di imputazione.
                  Anche  in  territorio  ispanico,  infatti,  la  garanzia  di  innocenza,  espressa-
             mente prevista dall’articolo 24, par. 2 della Costituzione spagnola viene intacca-
             ta  e,  a  conferma  di  ciò,  lo  stesso  giudice  costituzionale  spagnolo  ha  già  da
             tempo riconosciuto che “la presunzione di innocenza possiede altresì una dimensione
             extraprocessuale” .
                           (33)
                  Gli strumenti apprestati dall’Ordinamento spagnolo ai fini di una tutela
             preventiva dell’imputato nei confronti di “giudizi paralleli” me diatici risultano
             poco  efficaci.  Nonostante  ciò,  l’approfondimento  comparatistico  di  questo
             ordinamento potrebbe rivelarsi comunque interessante alla luce dei rimedi che
             esso pone, in termini di successivo ristoro, allorquando vi sia una compressione

             (32)  A. PHILIPPE, A. OUSS, “No hatred or Malice, fear or affection”: Media and Sentencing, marzo, 2016.
             (33)  Tribunal Constitucional, sent. n. 109 del 24 settembre 1986; sent. n. 166 del 20 novembre 1995.

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