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L’INFLUENZA MEDIATICA NEI PROCEDIMENTI PENALI
Queste sacrosante considerazioni permettono di comprendere la debolez-
za delle opinioni popolari, le quali non trovano alcun riscontro, se non in un’in-
sufficiente logica di antipatia-simpatia.
Non ci sono regole, né garanzie, ma solo sondaggi, toghe finte e falsi con-
traddittori che sfociano in sentenze senza motivazione e in un gioco perverso
“sull’immagine e sulla lotta tra immagini” .
(14)
Il quisque de populo appoggia, quindi, l’opinione dell’attore mediatico più
simpatico ovvero quello ritenuto più abile e bravo, poiché giudicare ormai è la
norma. I tribunali mediatici vivono di fotogrammi, stralci di atti di indagine e
quant’altro possa servire alla celebrazione in loro seno di processi rapidi, solo
all’apparenza “certi” e “solenni”.
All’interno, ognuno ha un ruolo ben preciso, come vi fosse un copione da
recitare, e, infatti, il tutto sembra assumere la forma di quello che Larivière defi-
nisce un vero e proprio “circo giudiziario dove ognuno vorrebbe dominare lo spettacolo
piuttosto che eliminarlo” .
(15)
Così come non può essere frenato o, peggio ancora, sviato il cammino
della macchina della giustizia, allo stesso modo, non si può tollerare una scelle-
rata, nonché indiscriminata, intromissione dei media nelle diverse tappe proces-
suali.
A suggello, senza dubbio la giustizia non può esercitarsi nell’ombra, ma
occorre altresì impedire che il magistrato, a cui ne è devoluta la difesa, possa, da
baluardo, trasformarsi in veleno per la stessa: “i magistrati infatti sono in possesso
delle armi che possono rovinare l’onore di un uomo, e nessuno si può riabilitare, tanto più che
in questo secolo delle comunicazioni, in cui ciò che è fatto non si disfa” .
(16)
In definitiva, il circo mediatico-giudiziario è solo un sintomo di una malat-
tia che ancora deve manifestare tutti i suoi effetti e la tentazione è quella di spal-
mare una pomata che lenisca il male senza, però, curarlo del tutto.
3. L’era dei teleprocessi
Nell’era dei teleprocessi e della giustizia mediatica, gli strumenti che gui-
dano la creazione delle opinioni sono i giornali, internet, la radio e la televisione:
quest’ultima, insieme al web, certamente più diffusa per immediatezza e fruibi-
lità. Tuttavia, lo schermo della TV non è lo specchio della realtà anche se spesso
si atteggia come tale.
(14) Prefazione di G. FERRARA nel libro Il circo mediatico giudiziario, di D. S. LARIVIÈRE.
(15) Il circo mediatico giudiziario, di D. S. LARIVIÈRE, Liberi libri, 2008.
(16) Ibidem, Il circo mediatico giudiziario, pag. 60.
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