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DOTTRINA



                  Con questo termine si indica il fenomeno per cui un’impressione generale,
             sia positiva che negativa, o una singola caratteristica di un individuo o gruppo
             sociale orienta la percezione che si ha dell’individuo o gruppo, anche relativa-
             mente ad altri tratti della personalità. Ad esempio, si ha effetto alone quando la
             bellezza fisica condiziona la percezione di altre qualità della persona quali l’in-
             telligenza o la professionalità. Si tratta della declinazione di quel detto, noto sin
             dai tempi di Platone, secondo cui “ciò che è bello è anche buono” e, quindi, il
             suo opposto “ciò che è brutto è anche cattivo” .
                                                          (26)
                  Nel 1974, lo studioso Michael Efran  condusse un sondaggio di opinio-
                                                     (27)
             ne su centootto studenti di college dal quale emerse, fra l’altro, la convinzione
             degli intervistati che l’attrazione fisica non dovesse costituire un elemento di
             condizionamento delle decisioni dei membri di una giuria. Quando, però, altri
             sessantasei studenti furono chiamati a simulare l’operato di una giuria, apparve
             chiaramente che gli imputati di bell’aspetto furono valutati positivamente e si
             videro attribuire sentenze più miti rispetto agli imputati poco attraenti.
                  Se i risultati di questi esperimenti citati li traducessimo nel campo della
             spettacolarizzazione dei processi, ci renderemmo conto che l’immagine che ci
             viene presentata dell’imputato/indagato, attraverso le ormai diffuse descrizio-
             ni  antropologiche,  criminologiche  e  somatiche,  determina  fortemente  la
             nostra  opinione  che,  proprio  come  un  “alone”,  difficilmente  potrà  essere
             lavato via .
                      (28)
                  Di  altrettanto  interesse,  il  cosiddetto  Effetto  Rosenthal,  dal  nome  del
             ricercatore  che  portò  avanti  l’esperimento.  Nella  fattispecie,  degli  insegnanti
             vennero indotti a credere che alcuni bambini delle loro classi elementari fossero
             destinati ad ottenere buoni risultati dopo aver fittiziamente somministrato loro
             un test per la valutazione del quoziente intellettivo.

             (26)  Si veda per approfondire gli esperimenti di Landy & Aronson condotti nel 1969 e Blanck,
                  Rosenthal & Cordell, 1985, cit. in Costa & Corazza, 2006, pag. 153.
             (27)  M. EFRAN, The effect of  physical appearance on the judjment of  guilt, interpersonal attraction, and severity
                  of  recommended punishment in a simulated jury task, Journalof  Research in Personality, Volume 8, Issue
                  1, June 1974, pages 45-54.
             (28)  Per approfondimenti, vedi anche il devil effect: quando l’aspetto non piacevole di una persona
                  induce a ritenere la stessa persona non piacevole anche da un punto di vista morale («È
                  brutto, quindi è cattivo»). Già nel Medioevo, ad esempio, se due persone erano sospettate
                  di avere commesso un crimine, era condannata la più brutta delle due. Questa situazione è
                  riecheggiata nel Giulio Cesare di Shakespeare in cui Cassio (Atto I, Scena II) è giudicato
                  pericoloso in virtù del suo aspetto scarno e affamato. Ancora prima, segni particolari, come
                  nei o deformità, potevano favorire la condanna di un individuo perché associati alla presen-
                  za del diavolo (Wright, 2002). Al devil effect si accompagna il cosiddetto “bias delle informa-
                  zioni negative” (Rozin & Royzman, 2001), che esprime la tendenza delle persone ad attri-
                  buire alle informazioni negative un peso sproporzionatamente maggiore rispetto alle infor-
                  mazioni positive.

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