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L’INFLUENZA MEDIATICA NEI PROCEDIMENTI PENALI
È per questo che lo strumento mediatico si è trasformato da mezzo in fine
e la quantità di ascolti è erroneamente divenuta sinonimo di garanzia e di infor-
mazione quando, nella realtà dei fatti, rappresenta nient’altro che l’ennesimo
passo verso la disinformazione.
Spasmodico l’interesse dei media per i crimini, in particolare, i più violenti
ed efferati; fatti che hanno il loro minimo comune denominatore nella ricerca
del capro espiatorio da sacrificare sull’altare della giustizia mediatica.
Ecco allora che la torcia fiammeggiante che giornali e televisioni brandi-
scono quando si occupano del crimine è spesso impugnata, più che per chia-
rire ed approfondire gli eventi, per far presa sul pubblico che ripaga con
migliori indici di ascolto ; in questo modo, il patibolo mediatico vede cadere
(21)
la sua testa, la percezione di sicurezza aumenta e, dunque, “in-giustizia” viene
fatta!
In conclusione, il rapporto che si crea con lo spettatore è di tipo pedago-
gico e, quella che viene presentata come ricerca della verità, si tramuta in una
forma sublimata di fiction in cui la trama narrativa non nasce per semplice
(22)
esposizione, ma si delinea nel corso del tempo attraverso una vera e propria
spettacolarizzazione dell’evento criminoso e conseguente “effetto CSI” , non
(23)
importa il mezzo utilizzato, non conta se per fas o per nefas , ciò che importa
(24)
davvero è ottenere ragione attraverso l’innalzamento degli ascolti.
4. Profili psicologici: Distorsioni e bias cognitivi
Dopo aver introdotto l’argomento nei paragrafi precedenti, appare dove-
roso delineare in maniera più marcata i contorni della trattazione, spostandola
su di un piano dal sapore socio-psicologico.
Anzitutto, qualche cenno sul cosiddetto effetto alone che è, tra tutti i mec-
canismi psicologici, uno dei più significativi .
(25)
(21) Ibidem.
(22) Si veda C. CATTANEO, Intervista, in La Repubblica, Firenze, 6 marzo 2011.
(23) Termine coniato in un documento sulle scienze forensi pubblicato dalla National Academy
Press (Strengthening Forensic Science in the United States. A Path Forward, Washington 2009, pagg.
48-49). Esso fa riferimento alle conseguenze che simili finzioni cinematografiche sortiscono
sulla realtà dell’amministrazione della giustizia. In particolare chi osserva questo genere di fic-
tion dà ancor maggiore credito all’idea che le scienze forensi siano risolutive del caso, così
come dimostrato da uno studio di Saks e Schweitzer.
(24) “Per fas et nefas” - “attraverso mezzi leciti ed illeciti” è una espressione utilizzata da Arthur
SCHOPENAUER ne L’arte di ottenere ragione.
(25) Il termine “effetto alone” o halo effect fu coniato da Edward Lee Thorndike (1874-1949), allie-
vo di William James a Harvard e uno dei maestri indiscussi della psicologia contemporanea,
in un breve articolo del 1920 intitolato A Constant Error in Psychological Ratings.
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