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DOTTRINA
Quanto precede consente di comprendere perché, anche nel 2020 - come
occorse nella ultima modifica della fattispecie, intervenuta nel 1997 - l’intento
del Legislatore è stato quello di circoscrivere il più possibile la condotta abusiva.
Il provvedimento interviene peraltro in netta controtendenza rispetto alle più
recenti novelle in materia, circostanza che ha determinato la dottrina a coglie-
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re un radicale cambio di passo del messaggio politico-criminale : dalla legge
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spazza-corrotti al “basta paura” del decreto-Semplificazioni .
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(17)
Scopo del presente contributo - dopo una rapida ricostruzione (par. 2)
della movimentata storia del delitto dal Codice Rocco alla modifica del 1990,
poi dalla riforma del 1997 alla legge Severino del 2012 - è rassegnare gli aspetti
essenziali del nuovo abuso d’ufficio (par. 3), cogliendone il più possibile luci ed
ombre (par. 4).
2. Il tormentato rapporto tra abuso d’ufficio, tipicità e determinatezza:
dal Codice Rocco alla legge Severino
Prima di rassegnare in dettaglio le modifiche introdotte dal decreto legge
n. 76/2020, appare opportuno ricostruire sinteticamente l’evoluzione normati-
va dell’abuso d’ufficio, al fine di comprendere come si è giunti all’attuale con-
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figurazione della fattispecie.
Il delitto in esame è stato, dall’introduzione del Codice Rocco nel 1930
(par. 2.1.), sottoposto ad almeno tre grandi interventi di “chirurgia legislativa”,
che potremmo definire demolitiva nel 1990 (par. 2.2.), ricostruttiva nel 1997
(par. 2.3.), estetica nel 2012 (par. 2.4.).
(15) G. L. GATTA, op. cit., pag. 5.
(16) A. NISCO, op. cit., pag. 1.
(17) «E la feroce caccia all’uomo ed al funzionario infedele», così B. ROMANO, op. cit., pag. 7.
(18) Le esigenze di semplificazione poste a base della riforma dell’abuso d’ufficio troverebbero
origine anche nelle politiche comunitarie. Si veda in tal senso, A. R. CASTALDO (Presidente
della Commissione di Studio governativa sulla riforma dell’art. 323 c.p.) - in Migliorare le per-
formance della pubblica amministrazione. Riscrivere l’abuso d’ufficio, (a cura di) A. R. CASTALDO,
Giappichelli, Torino, 2018, pag. XV. L’autore ricordava come «l’Unione Europea già nel 2007
aveva chiesto agli Stati membri di ridurre, in cinque anni e nella misura del 25%, gli adempi-
menti concernenti gli obblighi informativi previsti per imprese e operatori economici. Un
target strategico, che valeva circa nove miliardi di euro all’anno di risparmio, a cui l’Italia ade-
riva con grande entusiasmo. Tuttavia, come attestato da un dossier del Senato del settembre
2017 sulla “Riduzione degli oneri amministrativi”, l’adesione a tale manovra ha presentato
l’amaro conto della over-bureaucratisation e delle correlate difficoltà persino nell’individuare
e catalogare gli adempimenti normativi da semplificare».
(19) Amplius in M. CATENACCI (a cura di), Reati contro la pubblica amministrazione e contro l’amministra-
zione della giustizia, in F. C. PALAZZO, C. E. PALIERO, Trattato teorico-pratico di diritto penale, Vol. V,
Giappichelli, Torino, 2011, pagg. 119 e ss.
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