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LA CRIMINALITÀ MAFIOSA A ROMA. SCENARI DI INIZIO MILLENNIO
Lo stesso tipo di economia praticata, basata fondamentalmente su setto-
ri illegali di investimento, concorre a restringere il network sociale del clan (o
dei clan), dal momento che non richiede un’ampia rete di relazioni e nemme-
no fitti contatti con la politica o l’amministrazione locale. I rapporti esterni
dei Casamonica si costituiscono quindi di un ampio ventaglio di legami, che
risultano però più omogenei rispetto a quelli dei Fasciani, identificandosi per
lo più con gli imprenditori e i professionisti vittime delle richieste estorsive
del clan.
Per quanto riguarda l’utilizzo della violenza, i Casamomica esprimono un
potere di intimidazione che non ha eguali in città, che si costituisce di due ele-
menti: il primo è la lunga tradizione pugilistica del gruppo familiare, ben nota a
tutte le vittime, che permette di esercitare una forma particolare di controllo
che spesso rende superfluo l’utilizzo delle armi. Il secondo, invece, è la nume-
rosità dei membri dei diversi clan che si soccorrono l’un l’altro in caso di neces-
sità. Testimoni e collaboratori in aula li hanno descritti come “un branco” ,
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“topi de fogna” dei quali non è possibile liberarsi.
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La violenza viene esercitata frequentemente, per lo più nei confronti di
soggetti in posizione debitoria, che vengono convocati presso le abitazioni in
uso al clan dove subiscono pestaggi in punizione per gli eventuali ritardi nei
pagamenti. Talvolta essa esplode in maniera incontrollata ai danni di comuni
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cittadini, ritenuti arbitrariamente colpevoli di qualche forma di mancanza di
rispetto.
Come detto, l’atteggiamento nei confronti del territorio è predatorio,
senza che le famiglie mettano in atto, come accade a Ostia, strategie di conqui-
sta del consenso. Le abitazioni sono vicine tra loro e producono un insediamen-
to a enclave. Condizione necessaria per lo svolgimento delle attività di usura e
spaccio di stupefacenti, che si svolge proprio all’interno delle abitazioni, ma che
risulta anche funzionale a stabilire la maggior distanza possibile dagli altri abi-
tanti del quartiere, rendendo il clan quasi una entità impermeabile. A rafforzare
questa distanza, concorre inoltre il forte attaccamento del clan alla cultura rom,
che ne costituisce una delle caratteristiche antropologiche più rilevanti: dalla lin-
gua e dai costumi alle regole di comportamento interne alla famiglia, fino alla
tradizionale ostentazione dell’oro .
(38)
(35) Secondo la testimonianza della collaboratrice Zakova, in Tribunale di Roma, Ordinanza
applicativa di misura cautelare personale e reale a carico di CASAMONICA Guerrino + 22, 13
aprile 2020, pag. 94.
(36) Come raccontato dal collaboratore Fazzari (Tribunale di Roma, Ordinanza di misura caute-
lare personale e reale a carico di CASAMONICA Antonietta + 37, 26 giugno 2018, pag. 229).
(37) Drammatico esempio è stata l’aggressione ai danni dei gestori e di una cliente del “Roxy bar”
della Romanina, nella primavera del 2018.
(38) Santino SPINELLI, Rom, genti libere, Dalai, Milano, 2012.
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