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LA CRIMINALITÀ MAFIOSA A ROMA. SCENARI DI INIZIO MILLENNIO
si registrano diversi omicidi intestini, e a partire dal 2017, quando gli arresti
sempre più numerosi destabilizzano i clan e creano le condizioni per l’emersio-
ne di figure rimaste fino a quel momento in posizione subordinata rispetto ai
clan più importanti . L’attività investigativa non ha ancora restituito un quadro
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chiaro del meccanismo di funzionamento di quello a cui gli stessi indagati si
riferiscono talvolta come il “sistema” . Tuttavia, una lettura complessiva delle
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indagini per 416-bis a partire dal 2013 permette ugualmente di tracciare parte
del modello che è stato definito di “anarchia ragionata” e che sembra fon-
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darsi sul ruolo di garanzia rivestito da alcuni boss di riconosciuto prestigio cri-
minale, la cui autorità si estende in zone o settori variabili, a seconda dei casi .
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Questa funzione arbitrale è analoga a quella che già Gambetta individuava
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come originaria del fenomeno mafioso ed è affidata a personaggi che hanno
costruito le proprie carriere criminali sia all’interno delle mafie tradizionali, a
partire da Cosa nostra, sia nei clan locali.
3.1 Ostia negli anni Duemila: la conquista del mare
La storia del quartiere balneare di Roma è stata segnata nel nuovo millen-
nio da una vera e propria svolta “di contesto”, probabilmente la più importante
sul piano locale dopo la comparsa del mercato degli stupefacenti .
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(20) Come dimostrato dalla frequenza sempre più elevata di episodi di intimidazione, gambizza-
zione, fino all’omicidio di Fabrizio Piscitelli nell’agosto 2019. Fabrizio Piscitelli, meglio noto
come Diabolik, è stato un capo ultras della Lazio, ha iniziato la propria carriera criminale
negli anni Novanta all’interno del clan camorristico dei Senese per poi acquisire progressiva-
mente un ruolo autonomo, a capo di una batteria che operava nella zona di Roma Nord
(Ilaria MELI, Quando la mafia entra allo stadio, Rivista di Studi e Ricerche sulla criminalità organizzata,
2020, v. 6, n. 3; pagg. 106-129).
(21) In questo caso gli intercettati fanno riferimento al “sistema di Ostia”, che secondo molti osser-
vatori privilegiati è il migliore punto di vista da cui osservare Roma. Infatti, non solo si tratta
di un territorio periferico con due anime, popolare e imprenditoriale, ma anche il quartiere nel
quale si sono più concentrate le attenzioni investigative. Esperti e magistrati hanno, dunque,
ribadito in più sedi come Ostia possa essere considerata un archetipo della situazione romana.
(22) Così l’attuale Procuratore Prestipino nel 2019: «Può darsi - questo lo voglio dire con molta
chiarezza, spiega il procuratore Michele Prestipino - che a Roma esista un tavolo intorno al
quale si siedono tre rappresentanti della ‘ndrangheta, un rappresentante dei casalesi e uno di
Napoli centro, uno siciliano, più` quelli delle piccole mafie, ma noi di questo non abbiamo
alcuna traccia”». (Audizione del procuratore Giuseppe Pignatone e del procuratore Michele
Prestipino, in Commissione parlamentare antimafia, 6 marzo 2019).
(23) Osservatorio Tecnico Scientifico per la sicurezza e la legalità Regione Lazio (2020) Rapporto mafie nel
Lazio, Roma, report.
(24) La funzione di governance sembra essere svolta unicamente nei confronti delle mafie autocto-
ne, mentre non risultano interventi in questioni che coinvolgono clan di Cosa nostra, camor-
ra o ‘ndrangheta. È tuttavia verosimile immaginare che il ruolo di questi soggetti venga rico-
nosciuto da quanti operino nella città.
(25) Diego GAMBETTA, La mafia siciliana. Un’industria della protezione privata, Einaudi, Torino, 1992.
(26) Nando DALLA CHIESA, Ilaria MELI, Le mafie a Roma. Una storia a strati. Dal dopoguerra al
Duemila, op. cit.
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