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DOTTRINA
Si tratta, in realtà, di un insieme eterogeneo di gruppi, diversi per origine,
prestigio criminale e capacità di costruzione di un proprio capitale sociale il
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cui radicamento ha imposto un ampliamento della teoria sociologica sul feno-
meno mafioso. Questo paragrafo intende misurarsi con alcune importanti
peculiarità del contesto romano, concentrandosi su tre casi empirici dalla cui
comparazione è possibile trarre interessanti prospettive di analisi. Due di que-
sti casi - quelli dei clan Fasciani e Spada a Ostia e del clan dei Casamonica nella
zona Anagnina/Tuscolana - vedono come protagoniste vere e proprie mafie
autoctone, organizzazioni minori che riproducono su scala locale l’esercizio
del potere mafioso in tutte le sue sfaccettature, dal controllo del territorio alla
profondità delle relazioni sociali. Il terzo caso, invece, ha per soggetto le cosid-
dette “narcomafie” , fenomeno criminale ibrido che si struttura intorno allo
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spaccio di stupefacenti. Si tratta di gruppi ben radicati in alcuni quartieri peri-
ferici della città, quali Tor Bella Monaca, Quarticciolo o San Basilio, che
mutuano dal metodo mafioso solo gli aspetti più militari legati al controllo del
territorio.
Come si può intuire, una composizione così articolata, quasi caleidoscopi-
ca, fa del sistema criminale romano un mondo frammentato e altamente insta-
bile. Se è vero che alcuni boss hanno ormai una carriera di lungo corso sulla
scena capitolina, tuttavia, in termini complessivi, si riscontra una elevata mobi-
lità interna: alcuni clan scompaiono del tutto dopo aver conquistato e poi perso
il potere, come i Triassi su Ostia; altri, soprattutto negli ultimi anni, vengono
seriamente ridimensionati dall’azione investigativa di contrasto, come i Fasciani;
altri ancora, al contrario, sono protagonisti di rapide scalate, come i
Casamonica.
In questa realtà, che non riconosce un’autorità unica al proprio interno e
presenta strutture e sistemi di appartenenza diversi e autonomi l’uno dall’altro,
diventa fondamentale la capacità di garantire il rispetto dei patti e la pace inter-
na nell’interesse degli affari di ogni organizzazione . E in effetti negli ultimi
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decenni vi sono stati solo due periodi di fibrillazione: intorno al 2011, quando
(17) Per la ricostruzione sono stati presi in analisi i materiali giudiziari per 416-bis o 416-bis
comma 1, i report istituzionali e diverse interviste a osservatori privilegiati effettuate durante
diverse attività di ricerca.
(18) Osservatorio Tecnico Scientifico per la sicurezza e la legalità Regione Lazio (2020), Rapporto mafie nel
Lazio, Roma, report. I modelli criminali nella città si ibridano e l’appartenenza all’una o all’al-
tra categoria non deve essere considerata un elemento dato e immutabile, quanto più una
fotografia di uno specifico momento all’interno di un processo di costante cambiamento.
(19) «[...] su Roma l’importante è fare i soldi, i morti non li vuole nessuno. Roma è una macina di
soldi, una banca di soldi per tutti i gruppi criminali, quindi si sa benissimo che i morti meno
se ne fanno o se non se ne fanno per niente è la miglior cosa”», (Controesame del collabo-
ratore Massimiliano Fazzari da parte dell’avvocato Bruzzese durante il processo “Gramigna”
- gennaio 2020, disponibile su radioradicale.it).
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