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DOTTRINA



                  A proposito del marchio “Moccia Fruit”  sotto cui vengono svolte diver-
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             se attività del clan, veniva così spiegato: “A Roma è Moccia Fruit come a Napoli
             è Moccia Camorra” . Anche la ‘ndrangheta ha saputo adattare il proprio modus
                                (9)
             operandi al contesto, adottando una “strategia camaleontica”  che ha permesso
                                                                      (10)
             alle ‘ndrine di inserirsi nei mercati romani attraverso l’esercizio di un “potere
             gentile” .  A  differenza  di  quanto  avvenuto  in  altri  capoluoghi  del  Centro-
                    (11)
             Nord, i boss calabresi hanno preferito mantenere una maggiore flessibilità di
             struttura, garantendo ai gruppi una certa autonomia operativa. Non risultano,
             dunque, locali o strutture di coordinamento, ma i collaboratori raccontano della
             necessità di una diretta autorizzazione di San Luca . In un appartamento è
                                                               (12)
             anche stato ritrovato un antico codice che riporta il rituale di affiliazione, a
             dimostrazione che tali cerimonie avvengono anche a Roma. I nomi che ricor-
             rono più frequentemente nelle indagini sono quelli delle famiglie del reggino,
             tra  le  più  importanti  dell’intera  organizzazione,  quali  i  Bellocco,  i  Nirta,  gli
             Strangio, i Pelle, i Mancuso e gli Arena.
                  Una  novità  importante  viene  segnalata  in  proposito  dagli  investigatori.
             Nel senso che negli ultimi anni i clan calabresi sembrano mutare in parte la pro-
             pria strategia e orientarsi verso una maggiore visibilità sul territorio. Se prima
             gli investimenti riguardavano locali simbolici e prestigiosi del centro storico e i
             traffici più ricchi, come quello della cocaina con la quale rifornivano molte delle
             piazze cittadine , ora lo sguardo è rivolto anche verso le periferie .
                           (13)
                                                                             (14)
             (8)  L’intercettazione avviene nell’ambito dell’operazione Moccia Fruit, che ha portato a confische
                  milionarie nei confronti del clan (Giovanni TIZIAN, Mozzarella, frutta e milioni: il clan Moccia alla
                  conquista di Roma, L’Espresso, 9 febbraio 2016).
             (9)  Osservatorio Tecnico Scientifico per la sicurezza e la legalità Regione Lazio (2016), Rapporto mafie nel
                  Lazio, Roma, report, pag. 49.
             (10)  DIA, Relazione semestrale, I semestre 2018, pag. 738.
             (11)  Giovanni TIZIAN, “‘Ndrangheta a Roma: ieri e oggi”, Tavola rotonda, Summer School “Lazio senza
                  mafie”, Osservatorio Tecnico Scientifico per la sicurezza e la legalità Regione Lazio, Roma, 2
                  luglio 2018.
             (12)  Così il collaboratore di ‘ndrangheta Cretarola: “L’obiettivo di questo gruppo a cui io appar-
                  tenevo era quello di stare sotto traccia e di non mischiarci con nessuno, in quanto noi erava-
                  mo totalmente autonomi e autorizzati da San Luca a poter fare qualsiasi tipo di cosa, quindi
                  non avevamo bisogno di presentarci a un locale per poter essere accettati…” (Tribunale di
                  Roma,  Ordinanza  applicativa  di  misura  cautelare  personale,  del  GIP  di  Roma  Roberto
                  Saulino a carico di CRISAFI + altri, 8 gennaio 2015).
             (13)  “Chi ha la droga a Roma fa quello che vuole. I calabresi hanno sempre la droga. Alcune volte
                  ci sono dei conflitti, i romani hanno le piazze qua a Roma e i calabresi li riforniscono” (ver-
                  bale del collaboratore di giustizia Giuseppe Trintino, 5 dicembre 2016, in Tribunale di Roma,
                  Ordinanza di custodia cautelare del GIP di Roma Valerio Savio a carico di SGAMBATI + altri,
                  21 maggio 2019).
             (14)  Uno dei primi segnali di novità sarebbe stato l’omicidio del boss Vincenzo Femia, vicino ai
                  Nirta, nel 2013 per questioni legate al narcotraffico in città. Roma è diventata in questo caso
                  terreno di scontro vero e proprio e non più solo palcoscenico di contrasti sorti in Calabria.

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