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DOTTRINA



                  Spesso  considerati  un  unico  clan,  i  Casamonica  sono  stati  definiti  dagli
             inquirenti  un  “arcipelago”  per  meglio  sottolineare  l’indipendenza  dei  singoli
             gruppi, capaci però di fare quadrato al momento del bisogno. Sono costituiti da
             diversi nuclei familiari: i riti di affiliazione sono di conseguenza superflui e il livel-
             lo di fiducia interna è molto elevato, secondo meccanismi già ampiamente studia-
             ti in riferimento alle organizzazioni mafiose tradizionali, in particolare la ‘ndran-
             gheta. E, parimenti, si innalza attraverso la pratica dei matrimoni combinati.
                  Le indagini hanno evidenziato chiaramente la centralità dei gruppi insediati
             nelle zone di Porta Furba/Quadraro, all’interno della prima cerchia di periferie
             della città, e tra i quartieri Romanina e Campo Romano, oltre il Grande Raccordo
             Anulare. Le famiglie qui residenti discendono direttamente dai primi Casamonica
             giunti a Roma dalla fine degli anni Trenta e da subito insediati nella zona del
             Tuscolano. Qui essi diedero inizio alle loro attività compiendo piccoli reati di tipo
             predatorio e rivestendo a lungo un ruolo gregario rispetto ad altre organizzazioni
             criminali. La fase di instabilità conseguente ai numerosi arresti che hanno colpito
             molti dei clan rivali negli ultimi anni è stata un’opportunità preziosa da cogliere.
                  Si sono perciò ritagliati uno spazio sempre più influente, certificato nel-
             l’ambito dell’operazione “Tom Hagen” quando agli inizi del 2020 un esponente
             di vertice delle famiglie di Porta Furba è stato intercettato mentre discuteva con
             altri importanti boss romani i termini di una pace tra i clan di Ostia, che coin-
             volgeva i cugini Spada, rappresentati appunto in quel frangente dal Casamonica.
                  La differenza del modello di insediamento rispetto al caso ostiense appare
             dunque piuttosto marcata e si caratterizza soprattutto per:
                  ➢ svolgimento di attività prettamente illecite;
                  ➢ atteggiamento fisiologicamente predatorio;
                  ➢ significativa forza di intimidazione;
                  ➢ povertà della rete relazionale;
                  ➢ forte discontinuità spaziale e culturale del clan rispetto alla comunità del
             quartiere.
                  I clan non hanno mai goduto di un ruolo di particolare prestigio all’inter-
             no del mondo criminale romano: storicamente le principali attività illecite dei
             Casamonica sono lo spaccio di stupefacenti, le truffe e l’usura. Recenti indagini
             hanno però dimostrato la capacità di alcuni membri di inserirsi in importanti
             canali del narcotraffico internazionale , fino a sviluppare collegamenti diretti
                                                 (34)
             con i cartelli colombiani.
                  Si tratta senza dubbio di un significativo salto di qualità, che per ora non
             ha, invece, riguardato le modalità di reinvestimento dei profitti illeciti, per lo più
             incentrate su esercizi commerciali e attività di ristorazione.

             (34)  Un’eccezione è rappresentata da quanto emerso nell’indagine “Brasil low cost” di cui si è detto.

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